il gdpr in america e in europa
adv

Le norme previste dal General Data Protection Regulation del 2016/679 stanno prendendo una giusta piega, al punto da poter diventare norme internazionali e non più legate solo all’Unione Europea

Le notizie riguardanti la fuga di dati personali e gli scandali successivamente emersi che coinvolgono note applicazioni per cellulari come Grindr e Social Network come Facebook, hanno incrementato la necessità di rendere ancora più marcati i controlli.

Le grandi imprese stanno aumentando la sicurezza e la privacy che attualmente negli U.S.A. non sono ancora classificabili come diritto dell’individuo, ma bensì del consumatore che segue la linea delle esigenze dell’impresa.

Le nuove norme del Gdpr

hanno riscosso molto clamore anche oltreoceano, infatti come riportato dall’editorialista di Bloomberg, il Chief Executive Officer (amministratore delegato) di Facebook ha proposto delle modifiche nel sistema di gestione dati e privacy del Social che rispetterebbero, per la maggior parte, i criteri previsti del General Data Protection Regulation.

In questo modo l’Europa si ritrova ad essere il garante di una nuova politica della privacy, facendola diventare una questione che ha avuto una rilevanza mondiale, al punto che il Gdpr potrebbe diventare un compendio di norme valido in tutto il mondo, distinguendosi dal troppo liberalismo americano e dalla troppa rigidità russa e cinese.

La privacy e i dati personali

nel continente americano sono gestiti con troppa leggerezza, tanto da risultare dispersiva e non unanime: non esiste un quadro normativo che sia valido in tutti gli stati e dal momento che la giurisprudenza americana si basa prevalentemente sull’autoregolazione questo diventa un grosso limite che aumenta il rischio di dispersione di dati personali.

La tutela della privacy non è vista come un diritto inderogabile della persona, piuttosto come un interesse che deve bilanciarsi con le richieste delle imprese. La parola privacy non compare nemmeno nella Costituzione Americana e probabilmente il poco interesse previsto per l’argomento risiede nella volontà di proteggere il Primo Emendamento.

Quindi piuttosto che creare leggi universali sulla privacy, gli U.S.A. le creano nel momento in cui sorge il reale bisogno.

La Tutela delle informazioni personali tra America e Europa

La tutela delle informazioni personali in America è gestita da diverse regolamentazioni che prevedono la suddivisione in categorie, ad esempio le informazioni sanitarie sono gestite da HIPPA, mentre quelle finanziarie GLBA e FCRA, e cosi via discorrendo.

A sottolineare ancora di più le differenze tra Europa e America ci pensa la Federal Trade Commission, che si occupa della tutela dei consumatori americani sul piano prevalentemente affaristico ed economico e non sul piano personale, come dovrebbe essere.

Il vero intoppo non riguarda il consenso ottenuto o meno dall’America, quanto dai cittadini che spesso non sono predisposti a concedere i propri dati personali, violando in qualche modo la propria privacy che diventa una merce di scambio, in cambio di supporti finanziari, crediti oppure offerte di vendita.psb consulting

Il GDPR in Europa

In Europa si verifica l’esatto opposto, la privacy è un vero e proprio diritto regolato dagli articoli 16, 7 e 8 della Costituzione Italiana che garantiscono la protezione dei dati personali e il rispetto per la propria vita privata.

A partire dal 25 maggio 2018 le norme previste dal Gdpr si baseranno su una politica di accountability, vale a dire una sorta di garanzia al fine di rispettare in maniera quanto più rigorosa possibile il trattamento della privacy all’interno delle aziende.

Per chi non rispetta le regole saranno previste sanzioni per oltre 20 milioni di euro oppure il 4% del fatturato annuo a livello mondiale.

Chi acconsente al trattamento dei propri dati personali deve far in modo che questo possa essere eventualmente dimostrato dal titolare dell’impresa e nel caso decidesse di revocarlo ha la possibilità di farlo in maniera del tutto libera.

Ad essere modificate saranno anche le modalità di raccolta e archiviazione dei dati, mettendo le aziende nella condizione di affrontare grosse spese nel caso di processi di compliance, lasciando inalterato l’obiettivo unico: proteggere i dati personali dei cittadini appartenenti all’UE.

In questi termini non solo Facebook, ma anche imprese di alto calibro come Amazon, Microsoft e Google stanno cercando di fare il possibile affinché il regolamento sia valido a livello internazionale, visto che sono tra i maggior contenitori di informazioni personali, addirittura rimuovendo prodotti che ne violerebbero la sicurezza.

Da qui emerge la palese differenza di rilevanza del diritto di privacy che passa tra l’America e l’Europa: per la prima un mero interesse, per la seconda un diritto inderogabile della persona che pone la società di fronte a degli adeguamenti da cui non può sottrarsi, al fine di tutelare il cittadino.

Sarnataro Carla, nata a Villaricca il 21 giugno del 1993, ha conseguito il diploma nel 2012 presso il Liceo scientifico A.M. De Carlo a Giugliano, mentre la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche psicologiche nel 2015. A luglio 2018 ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La scrittura è una passione recondita che pian piano sta fiorendo attraverso diversi sbocchi; la lettura l’accompagna sin da piccola insieme ad altre passioni artistiche come la pittura e il disegno.