Il GDPR è alle porte: quali saranno gli scenari possibili?

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Cosa accadrà dopo il 25 Maggio 2018? Ecco alcuni scenari possibili dopo l’entrata in vigore del GDPR, secondo l’analisi di Gastone Nencini

L’entrata in vigore del GDPR, ormai prossima, porta con se dubbi ed insicurezze che potranno essere dipanate definitivamente solo quando il Regolamento Europeo per la Protezione dei dati personali sarà finalmente divenuto operativo. Si tratta di una svolta epocale, ma è altresì chiaro che il passaggio potrebbe non essere così brusco come prospettato, mentre appare più probabile una fase di transizione, grazie alla quale le aziende potrebbero apportare tutti gli aggiustamenti necessari a mettersi in regola.

GDPR: le riflessioni di Gastone Nencini

A tal proposito, Gastone Nencini, Country Manager di Trend Micro Italia, illustra alcuni possibili scenari che potrebbero verificarsi dopo la fatidica data del 25 maggio 2018. Secondo Nencini è probabile che le sanzioni astronomiche, previste dal GDPR per le aziende inadempienti verso le nuove normative, potrebbero arrivare non nell’immediato, ma solo in un momento successivo.

Giova ricordare l’entità della sanzione massima, pari al 4% del fatturato annuo dell’azienda inadempiente e fino ad un massimo di 20 milioni di euro.

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E’ dunque probabile, se questo scenario dovesse effettivamente verificarsi, che la prima azienda sanzionata lo sia non per le violazioni per cui sono previste le sanzioni più pesanti, ma come fatto simbolico, a testimonianza dell’inizio di una “nuova era”. Le ricadute per l’azienda colpita sarebbero comunque pesanti, in quanto potrebbero minarne irrimediabilmente l’immagine e la credibilità sul mercato.

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Un ulteriore elemento che emerge dalla riflessione di Nencini, riguarda la necessità di evitare che aziende operanti fuori dall’Unione Europea in paesi con norme meno restrittive in materia di protezione dei dati personali, possano ottenere un ingiusto vantaggio nei confronti delle aziende comunitarie.

Nencini ricorda inoltre che il monitoraggio della rete dovrà essere costante, al fine di scoprire eventuali “incidenti di percorso” sui quali le aziende potrebbero tacere per non incorrere nelle pesanti sanzioni.