Il Golden Rice di nuova generazione creato con la tecnica CRISPR
adv

Usare il Golden Rice per sfamare il mondo

Dopo il Golden Rice OGM sono in arrivo i chicchi di riso 2.0 arricchiti di beta-carotene ottenuti con l’editing genomico. I risultati ottenuti sono stati pubblicati su “Nature Communications“. Anche questo riso però, secondo le vigenti leggi, sarebbe OGM come il riso dorato prodotto vent’anni fa con l’ingegneria genetica classica. Questa varietà di riso permetterebbe però di nutrire i paesi poveri.

Un cereale più nutriente

Troppe persone, nei paesi sottosviluppati, sono ancora costrette a nutrirsi di una ciotola di riso, non essendo disponibili frutta, verdura o uova. A causa della mancanza di varietà, queste persone soffrono di carenza di vitamina A con conseguenze gravissime per la salute. A tal proposito, arricchire il profilo nutrizionale del riso è una strategia utile per combattere la malnutrizione.

Sul primo tipo di Golden Rice ha lavorato lo svizzero Ingo Potrykus, le cui ricerche gli ha fatto ottenere nel 1990 la copertina di Time. Il titolo “Questo riso potrebbe salvare un milione di bambini l’anno”. Ahimè, la campagna internazionale contro gli OGM ha sabotato l’uso di questo riso, anche se lo stesso è stato valutato da molti paesi sicuro sia per i consumatori sia per l’ambiente.

Il nuovo Golden Rice

Con il tempo però, i genetisti vegetali hanno perfezionato il Golden Rice in modo da migliorare l’alimentazione globale. A tal proposito, l’Università della California a Davis ha annunciato su “Nature Communications” di aver ottenuto il primo Golden Rice riveduto e corretto mediante la metodica del genome editing CRISPR.

Il primo Golden Rice era stato prodotto trasferendo i geni necessari alla produzione del beta-carotene (il precursore della vitamina A) con l’aiuto di un batterio vettore (il Agrobacterium tumefaciens).

Con l’avanzare della tecnologia e delle conoscenze ottenute con lo sviluppo del CRISPR, è stato possibile riscrivere il DNA senza introdurre geni estranei. L’ultima variante è stata chiamata prime editing ed è già stata adattata sia al grano che al riso. Il pioniere David Liu, del Broad Institute di Boston, lo ha annunciato su “Nature Biotechnology“. Purtroppo però, per ottenere il Golden Rice, è ancora necessario trasferire dei geni dall’esterno, e dunque il prodotto così ottenuto sarebbe comunque OGM.

L’uso del CRISPR

Il CRISPR permette di introdurre mutazioni in specifici siti del genoma in questione, in modo o daeliminare una funzione indesiderata (loss of function), oppure di introdurre una funzione utile (gain of function). L’ideale, sarebbe trovare un regolatore che blocchi la produzione del beta-carotene nei chicchi e spegnerlo senza aggiungere nulla (così da ottenere chicchi ricchi di beta-carotene), ma non è ancora stato identificato il gene target.

Per ottenere il Golden Rice di nuova generazione, il CRISPR è stato utilizzato come una tecnica di ingegneria genetica di precisione, anziché come strumento di riscrittura del DNA. L’efficienza rispetto al vecchio metodo è minore, ma vi sono due vantaggi. Primo: consente di dirigere i transgeni in punti prescelti del genoma, anziché in punti casuali. Secondo: i ricercatori sono riusciti a inserire un segmento di DNA molto lungo senza dover fare uso di geni marcatori.

Insomma, che si tratti del Golden Rice di prima generazione, o della nuova variante CRISPR, insomma, l’importante è che funzioni bene.