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Prima di esporre i fatti, le idee, le ipotesi concrete, è necessario e doveroso capire quale sia il punto da cui iniziare la fase 2 e quale, concretamente, debba essere la fase 3, affinchè ad essa non seguano ulteriori fasi

Iniziamo dal Comitato tecnico-scientifico a cui fa riferimento il nostro Presidente Giuseppe Conte ( non vorrei essere nei suoi panni). Qualcuno mi dovrebbe spiegare che apporto tecnico-scientifico possono dare 20 professionisti, seppur valenti, non vi sembrano troppi?

Un Comitato a tre

Secondo me “troppi galli a cantare generano confusione” (vecchio proverbio sempre valido) ed in effetti siamo nella confusione più totale da tutti i punti di vista. Per uscire da questa confusione,  a mio parere, il comitato dovrebbe  essere ridotto solo a 3 persone: il prof. Giuseppe Ippolito, direttore dello Spallanzani, in qualità di coordinatore e responsabile delle direttive da trasmettere a Conte, il prof. Andrea Crisanti, che in Veneto ha dato dimostrazione di saper arginare tempestivamente il contagio e il prof. Paolo Ascierto, che con professionalità e umiltà dimostrate con la concertazione Pascale-Cotugno, sarebbe il giusto completamento del gruppo.

Questo genererebbe una comunione di intenti ITALIANA e non FEDERALE. Non dimentichiamo tutti i conflitti tra Sud e Nord, tra loro e nei confronti delle direttive nazionali, con lo stress sulla cittadinanza, nonchè il disordine che ne è derivato.

La gente ha bisogno di univocità di intenti, poche ma comprensibili indicazioni uguali per tutti, linguaggio chiaro e semplice, veramente per tutti.

Un comportamento delle autorità, insomma, non volto all’autocelebrazione ma veramente al bene comune.

Il mostro Covid-19 sta morendo…

Intanto il mostro Covid-19 sta morendo lentamente, ma inesorabilmente e con esso muore anche una preoccupazione che i soggetti positivi possano ricontagiarsi in breve tempo, questa importante evidenza scientifica giunge dalla Corea del Sud, nazione politicamente democratica, che ha ammesso che alcuni tests condotti su soggetti positivi negativizzati e successivamente ripositivizzati, erano errati cioè falsi positivi. Questo darebbe ragione al prof. Giulio Tarro che aveva asserito di recente ,data la sua provata esperienza, che questo virus avrebbe esaurito la sua vitalità di pari passo con la diminuzione dei decessi  e che una ricaduta sarebbe stata quasi impossibile .

Di fatto regna ancora il caos sulla fase 2 perchè non è stata fatta alcuna netta separazione tra le attività da svolgersi in ambienti chiusi e quelle all’aperto, eppure c’è una testimonianza che viene a noi dalla ricostruzione del ponte Morandi, ultimata  in questi giorni, a cui hanno partecipato centinaia di Edili che dal 2019 non si sono mai, e dico mai, fermati.

Ebbene in questa circostanza tra le maestranze c’è stato un unico positivo, che ancora non è chiaro come si sia contagiato.

Dove voglio andare a parare? Nella fase 2 l’edilizia doveva essere la prima a ripartire ed ugualmente tutte le attività all’aperto, seppure con qualche attenzione in più.

A mio  modesto parere non avrebbero mai dovuto chiudere. Altro discorso ben più a rischio per le attività svolte  in ambienti confinati, dove tutti i virus, non solo il Covid-19, permangono anche per giorni se detti ambienti non vengono arieggiati e\o  sanificati con cura.

Cosa succede invece? Le prime attività a riaprire sono le librerie che tra l’ altro non credo siano il motore trainante l’ economia del nostro bel paese. Menomale che il settore trasporto merci non

è stato bloccato, altrimenti saremmo morti tutti. Adesso è quanto mai urgente sbloccare, con sanificazione a carico dello Stato, tutte le attività produttive del made in Italy.

Dall’abbigliamento alla  mozzarella , dalla metallurgia all’ortofrutta, per riappropriarci della nostra esportazione, facendo capire che i nostri prodotti non sono infetti.

Differenze con l’Asiatica

Tornando sull’argomento “il mostro sta morendo” chiariamo che questa pandemia seppure particolarmente aggressiva è pur sempre da definirsi Influenza e la quantità di decessi è ben lontana dall’asiatica del 1918; cionondimeno ci deve far capire che la vera difesa per le future, purtroppo, diffusioni virali, sarà e resterà la prontezza di cui disporremo tutti, di presidi di protezione individuale.

A tal proposito vorrei dare un plauso a quelle ditte che stanno approntando mascherine sanificabili e riutilizzabili per non inquinare ulteriormente il nostro pianeta , tanto è chiaro che il punto critico è rappresentato dai filtri, questi sì che non dovranno mai mancare ne’ a noi ne’ agli altri.