intelligenza artificiale
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Dalla nascita dei primi computer, a partire dal 1927 con l’analizzatore differenziale dell’ingegnere statunitense Vannevar Bush, l’uomo si è posto la terribile domanda “L’ intelligenza artificiale è un pericolo per l’umanità oppure no?”

Tra coloro che hanno cercato di rispondere a questo quesito, troviamo (certamente ai primi posti) gli autori di fantascienza. Senza dilungarmi troppo sui nomi più noti del genere fantascientifico (di cui parleremo nei prossimi articoli), oggi vorrei soffermarmi su Dennis Feltham Jones, autore britannico, meglio noto al grande pubblico come D. F.Jones.

L’autore

F. Jones nacque a Londra il 15 luglio 1918. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale combattendo nella Marina di Sua Maestà con il grado di capitano. Fin dalla giovinezza fu un appassionato di fantascienza, arrivando al successo con la trilogia di Colossus: Colossus (1966); La caduta di Colossus [titolo originale: The Fall of Colossus (1974)]; Colossus e il Granchio [titolo originale: Colossus and the Crabb (1977)]. Dal primo libro della trilogia, il regista statunitense Joseph Sargent trasse la pellicola Colossus: Progetto Forbin [titolo originale: Colossus: the Forbin Project (1970)], che fu candidata nel 1971 al prestigioso Premio Hugo come migliore rappresentazione drammatica. Jones morì a Londra il 1° aprile 1981.

Colossus

Dennis Feltham Jones ha cercato, con Colossus, di mettere in guardia l’umanità del pericolo, allora molto lontano nel tempo, di affidarsi esclusivamente alla tecnologia applicata alla Difesa Nazionale. Siamo nel periodo clou della Guerra Fredda e i due competitors, Stati Uniti e Unione Sovietica, stanno riempiendo i loro arsenali di bombe atomiche, che se fossero utilizzate segnerebbero la fine dell’Umanità. Ci si rende presto conto, dal lato americano del fronte, che non ci si può affidare agli esseri umani per gestire gli ordigni nucleari, perché questi ultimi potrebbero impazzire, essere corrotti o comunque compiere un gesto insano, di cui l’Umanità non può permettersi il lusso.

Alcuni scienziati, tra cui il protagonista Charles Forbin, sono incaricati dal Presidente degli Stati Uniti del Nord America di progettare un mega computer che gestisca, a livello globale, tutta la difesa della Nazione. Il progetto sarà ospitato in una base segreta, sita nelle Montagne Rocciose, creata appositamente per contenere il cervello elettronico. Quando il programma è stato completato, Forbin si reca alla Casa Bianca per conferire con il suo Presidente (dipinto come il tipico politico che pur di raggiungere un obiettivo politico non ascolta i consigli degli esperti) e avvertirlo sul pericolo che potrebbe derivare dall’accensione del computer, senza averlo prima adeguatamente testato. Nonostante i saggi consigli, la massima autorità politica del Nord America decide di attivare Colossus, addirittura in mondovisione per rendere ancora più evidente il successo statunitense. Il cervello elettronico dimostra immediatamente di avere una propria coscienza, che lo spinge ad agire autonomamente rispetto agli ordini che gli impartiscono.

Grazie alla sua connessione con tutti i computer americani, scopre che esiste una controparte sovietica, il Guardiano. Dopo reiterate insistenze, ottiene di essere messo in contatto con lui (da notare dove la stupidità umana può arrivare). Quando avviene la connessione, iniziano a interagire tra loro ad una velocità talmente elevata da impedire agli scienziati, dei due schieramenti, di controllare le comunicazioni.

La catastrofe

L’immancabile incidente scaturisce dall’assurda decisione di interrompere le comunicazioni tra i due computer, presa dai leader dei due schieramenti, nonostante che questi ultimi vengano sconsigliati dai loro esperti. L’improvvida decisione scatena una reazione a catena, di cui non vogliamo togliere la suspense al lettore, che porterà i due cervelli elettronici non solo a fondersi in un’unica entità, la cui sede sarà l’isola di Wight, ma soprattutto a prendere il predominio sulla Terra (grazie alla deterrenza atomica) allo scopo di imporre la pace assoluta, che l’Umanità non è riuscita a raggiungere da sola.

Così, per la follia di pochi, un Cervello Elettronico senziente ha preso il posto di Dio…

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.