Pesce di aprile
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Come nasce il pesce d’aprile? Quali sono le tradizioni che concernono questo evento? 

Il primo giorno di aprile è conosciuto in molte parti del mondo come pesce d’aprile. Una giornata, dunque, all’insegna degli scherzi e del buon umore. Proprio perché siamo in una situazione non facile, causa Coronavirus, potrebbe essere interessante studiare Tradizioni e Storia

Come nacque il Pesce d’Aprile

Molti studiosi hanno rilevato la comunanza di intenti del nostro pesce d’aprile con festività pagane quali l’induista Holi e la romana Hilaria. Celebrazioni legate all’equinozio di primavera. 

Per quel che concerne il nostro pesce d’aprile, sembra che quest’ultimo sia collegato all’avvento del calendario gregoriano. Tra le innovazioni che comportò il nuovo calendario voluto da Papa Gregorio XIII (Ugo Boncompagni) nel 1582 vi fu lo spostamento del nuovo anno a partire dal 1° gennaio. Prima di quella data, il nuovo anno avveniva tra il 25 marzo e il 1° aprile e per celebrare tale ricorrenza si scambiavano doni. 

Per ricordare la vecchia data, si iniziò a scambiarsi pacchi vuoti ogni primo giorno di aprile. 

Tradizioni ed eventi particolari 

In diverse nazioni di lingua spagnola e inglese è considerato lecito fare scherzi, il primo aprile, fino a mezzogiorno. Dopo non è ritenuto valido e neppure lecito farne. 

Il primo vero grande scherzo storicamente ricordato avvenne il 1 ° aprile del 1698, a Londra, dove diverse persone furono invitate alla Torre di Londra per assistere “al lavaggio dei leoni. Cosa mai successa in pubblico sia prima sia dopo. 

In Irlanda, il 1° aprile si usava chiedere alla vittima predestinata di portare una missiva importante ad una persona. Quest’ultima, dopo aver letto la lettera, doveva chiedere alla povera vittima di portarla ad un altro, e così via. Nella lettera c’era scritto “invia lo sciocco“.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.