Il dottore Paolo Ascierto è stato nominato coordinatore del gruppo di ricerca per il coronavirus in Campania
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Il dottore Paolo Ascierto è stato nominato coordinatore del gruppo di ricerca per il coronavirus in Campania

L’oncologo è stato il primo italiano ad aver avuto l’intuizione di utilizzare il il Tocilizumab, farmaco anti artrite reumatoide, per contrastare le polmoniti dovute a Covid 19. Scoperta che è riuscita a migliorare le condizioni di moltissimi malati affetti da Coronavirus.

Gruppo di ricerca cos’è e di cosa si occuperà?

Il dottor Ascierto è originario di un piccolo paesino in provincia di Benevento, Solopaca, noto per la produzione del famoso vino DOP. È balzato agli onori della cronaca per essere stato il primo, insieme al virologo Franco Buonaguro , ad avere l’intuizione utilizzare il farmaco Tocilizumab, anti artrite reumatoide, per contrastare le complicanze dovute al COVID-19. I direttori generali e scientifici dell’Istituto Pascale di Napoli, Attilio Bianchi e Gerardo Botti hanno ravvisato nel prof. Ascierto la figura migliore per coordinare il gruppo di ricerca campano. Il progetto nasce dalla collaborazione della Regione Campania ed l’Azienda dei Colli con il contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche e lo stesso Istituto Pascale di Napoli.

Il team è già a lavoro fin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria. È composto da figure di spicco quali: anche Ugo Trama (responsabile dell’Unità Operativa Dirigenziale 08 “Politica del Farmaco e Dispositivi” della Regione Campania), Giuseppe De Pietro (direttore dell’Istituto di Calcolo-Reti e Alte Prestazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche per la raccolta dati e l’utilizzo delle intelligenze artificiali) e collabora con le direzioni sanitarie dei tre più importanti ospedali campani Monaldi, Cotugno e Pascale.

La cura Ascierto funziona

La cura a base di Tocilizumab al momento sembra essere quella che ha riportato maggior successo. L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) aveva infatti avviato nelle scorse settimane uno studio sugli effetti del farmaco su 330 che è al momento in corso. I ricercatori dell’Università di Brescia hanno, però, pubblicato i dati sui primi 100 pazienti con Covid-19 trattati con il farmaco anti artrite, presso gli Spedali Civili di Brescia: il 77% dei pazienti trattati, affermano, le condizioni respiratorie sono migliorate o stabilizzate.

Come affermato da Nicola Latronico dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione e portavoce dello studio: “Su 100 pazienti trattati – racconta 43 hanno ricevuto il Tocilizumab nell’unità di terapia intensiva, mentre 57 fuori dalla unità di terapia intensiva per indisponibilità di letti. Di questi 57 pazienti, 37 (65%) sono migliorati e hanno sospeso la ventilazione non invasiva, 7 (12%) pazienti sono rimasti stabili nella unità di terapia intensiva e 13 (23%) pazienti sono peggiorati (10 morti, 3 ricoverati in terapia intensiva). Dei 43 pazienti trattati in terapia intensiva, 32 (74%) sono migliorati (17 sono stati tolti dalla ventilazione artificiale e sono stati trasferiti in reparto), 1 (2%) è rimasto stabile e 10 (24%) sono deceduti. Complessivamente, a 10 giorni, la condizione respiratoria è migliorata o si è stabilizzata in 77 pazienti (77%), di cui 61, in sede di esame di radiografia del torace, hanno mostrato una “riduzione significativa delle lesioni polmonari e 15 sono stati dimessi dall’ospedale”.

Basta alla diatriba tra Nord e Sud

Questi appena elencanti sono senz’altro risultati molto interessanti e che portano un po’ di speranza in questo momento molto difficile per il nostro Paese. L’Italia ha pagato a duro prezzo l’emergenza sanitaria causata dal virus COVID-19 sia in termini di vite sia dal punto di vista economico. Negli ultimi giorni, proprio quest’ultimo punto sembra aver spaccato nuovamente il paese, con personaggi pubblici che anziché promuovere un sentimento nazionale e infondere speranza non perdono occasione per denigrare il sud e le sue eccellenze nonché i suoi successi. Il mio augurio personale è che l’Italia esca al più presto da questa pandemia e diventi più forte e coesa. Siamo una grande Nazione e come tale dobbiamo, tutti insieme unire le forze, per riprenderci da questo tragico momento.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.