Sala del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi (Fonte Wikipedia)
Sala del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi (Fonte Wikipedia)
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In questi giorni il dibattito sulle autonomie regionali è stato molto acceso. Facciamo un poco di chiarezza

Sin dalle discussioni occorse attorno alla nostra Unità Nazionale si è discusso sulle autonomie, più o meno ampie, da concedere prima ai nostri Stati preunitari e alle nostre Regioni, dopo l’Unità d’Italia.

Nell’ultimo Consiglio dei Ministri, tenutosi poche ore fa, si è discusso sulle autonomie da devolvere a tre Regioni del Centro Nord: Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

Una questione molto delicata, che ha spaccato il Governo formato da Lega e Movimento 5 Stelle. Perché ora si parla di queste tre Regioni ma presto anche altre potrebbero fare la stessa richiesta.

Il regionalismo per la Lega di Matteo Salvini

La Lega ha nel suo DNA la tutela delle esigenze del Nord Italia, solo con Matteo Salvini il suo orizzonte politico si è espanso fino a toccare l’intera Nazione. Ciononostante non possono non portare avanti la devoluzione di alcune prerogative dal Centro alle Regioni e ai Comuni.

Matteo Salvini (Fonte Wikipedia)
Matteo Salvini (Fonte Wikipedia)

Se non agissero in questo modo perderebbero il loro principale bacino di voti. Non si deve dimenticare che la Lombardia e il Veneto sono feudi leghisti e in Emilia Romagna il partito che fu di Umberto Bossi ha aumentato negli ultimi tre anni il suo consenso elettorale.

Il regionalismo per il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio

Come in un’immagine speculare, il Movimento 5 Stelle ha il suo principale feudo nel Sud Italia. Proprio per questo motivo, Luigi Di Maio non può permettersi di lasciar passare la proposta autonomistica lanciata dalle tre ricche Regioni del Centro Nord per due motivi.

Luigi Di Maio (Fonte Wikimedia Commons)
Luigi Di Maio (Fonte Wikimedia Commons)

Primo, più autonomia si devolve alle Regioni e meno denaro finirà nelle casse dello Stato, inficiando molte delle politiche volte ad alleviare le difficoltà della parte attualmente più in difficoltà del nostro paese (basta ricordare la vicenda del reddito di cittadinanza)

Un calo delle entrate fiscali, da parte dello Stato, è presto spiegato. Per implementare le nuove funzioni sarà necessario un aumento della percentuale del gettito fiscale alle Regioni.

Secondo, il Centro Sud non può essere sempre oscurata dal Centro Nord. Avviare un percorso di autonomia partendo dalla parte più ricca del Paese rischia di compromettere l’assetto politico e costituzionale che regge l’Italia.

Soprattutto se questa riforma non dovesse essere appoggiata da tutti.

Conclusioni

Per concludere questo articolo, riteniamo che la cosa più saggia da fare sia quella di riflettere bene sulla situazione, pensando non solo al presente ma soprattutto al Futuro delle prossime generazioni.