Il ruolo della tecnologia nella Medicina personalizzata
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Jungla e Hewlett Packard Enterprise una collaborazione che aprirà le porte alla medicina personalizzata

Grazie alla collaborazione tra la startup Jungla (specializzata in biotecnologie e intelligenza artificiale) e la Hewlett Packard Enterprise (HPE), si sta tentando di far partire lo step successivo della medicina: la personalizzazione della terapia.

Medicina personalizzata dalla Jungla

A tale scopo viene utilizzata dagli specialisti la piattaforma sviluppata da Jungla, la Molecular Evidence Platform (MEP) in grado di studiare le varianti biologiche di persone campione, così da poter prevedere gli effetti dei farmaci sui singoli.

La piattaforma permette di interpretare in modo intuitivo e di facile comprensione i risultati di test genetici e genomici. Grazie all’avanzamento della tecnologia e il miglioramento dei sistemi di automazione nel campo della diagnosi e della biologia molecolare, è possibile sempre più facilmente andare ad identificare i danni al DNA e studiarne il fenotipo. Tutti questi dati vengono poi raccolti, inseriti nella piattaforma MEP ed in fine elaborati.

Finalmente possibile il superamento dell’analisi manuale dei data set

In virtù della collaborazione, HPE ha potuto caricare la piattaforma di Jungla sulla propria Memory-Driven Computing Sandbox; in questo modo, anche lo stesso MPE ha ottenuto un upgrade integrando i dati delle analisi molecolari presenti nella memoria.

I rappresentanti DELL’HPE affermano: “I sistemi computazionali tradizionali impedivano a Jungla di confrontare i propri data set su vasta scala. Dopo che i sistemi automatici avevano analizzato i dati, i ricercatori dovevano ancora verificare manualmente quegli stessi dati in modo da identificarne i pattern. Grazie alla sua inedita capacità di elaborare dati su vasta scala, il Memory-Driven Computing ha permesso a Jungla di sfruttare la propria piattaforma di analisi come un vero e proprio strumento scientifico, riducendo il rischio di errore umano e velocizzando enormemente la produzione di risultati”.

Collaborazione estesa e transnazionale

Al fine di migliorare il modello, oltre che con Jungla, HPE sta collaborando anche con il Centro tedesco per le Malattie Neurodegenerative (DZNE). I ricercatori di medicina clinica del centro, grazie a questa collaborazione, vorrebbero migliorare la cosiddetta medicina di precisione utilizzando appieno la incredibile potenza di calcolo dei sistemi computerizzati disponibili oggi.

Grazie anche al sostegno di queste collaborazioni, la HPE introdotto la Tech Impact 2030, ovvero la collaborazione con il World Economic Forum (WEF), in modo tale da avviare un progetto che permetta di ottenere cure personalizzate per i pazienti in tempo reale.

Help Solve Woeld Hunger, contro la fame nel mondo

Durante il Forum è stata lanciata l’iniziativa “Help Solve Woeld Hunger”, progetto congiunto di HPE, WEF sotto l’egida di Tech Impact 2030, che intende far interagire esperti del settore pubblico e privato per eliminare la fame nel mondo entro il 2030.

In futuro, L’HPE vorrebbe garantire ai ricercatori l’accesso a simulazioni che permettono di comprendere i sistemi biologici dei singoli individui in maniera tale da migliorare la qualità della terapia. Gli sforzi sono focalizzati nello studio delle proprietà emergenti dai sistemi biologici complessi, compito attualmente ancora fuori portata. In questo modo, la tecnologia aiuterà non solo a ridurre i lunghi tempi della ricerca, ma anche i costi ed il rapporto con i pazienti.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.