Cinque_scugni_suonatori_di_triccheballacche,_1902_(wikimedia commons)
Cinque_scugni_suonatori_di_triccheballacche,_1902_(wikimedia commons)
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Tramite il triccheballacche olandese è possibile conoscere la sottile via di mezzo che c’è tra invidia e cattiva educazione

Mai come in certi contesti e frangenti, mi torna alla mente un pensiero di Antonio Ghirelli: “Sugli usi, costumi e tradizioni dei popoli non è lecito discutere“.

“L’indiscutibile”

Nei confronti di determinate realtà lo comprendono tutti, tranne gli attori principali del film che si proietta. E’ un business sontuoso: l’impresario ci guadagna e gli attori si prestano senza percepire un centesimo. Anzi, ci mettono anima, cuore e passione al punto di farsi coinvolgere in una sceneggiatura che non li vede mai protagonisti. Deve essere un fatto connaturato e atavico.

Intanto domani è un giorno nuovo, il popolo dovrà continuare ad arrangiarsi e le strade rattoppate torneranno ad avere fossi. In fondo tutti contenti: la gatta ha pazziato col sorice, però si è pure appaurata un poco.

“Zi’ pre’ ‘o cappiello va stuorto” “Statte zitto, accussì ha dda jì!”

“L’ineluttabile”

Cosa resta il giorno dopo? Il sogno dell’incanto di una funambolica città che si dimena tra fantasmi e intenzioni o la realtà di un evento culminato nello straordinario calore della gente al proprio, itinerante, simbolo vivente?

Il pensiero e l’azione. L’ideale e la consistenza. Il sognatore e il pragmatico.

Due modi diversi di valutare e finanche di vivere.

Chi agisce, baldanzoso, convinto che il “tutto e subito” comunque pagherà e chi, invece, guarda con scarso interesse all’immediatezza, convinto di essere, tuttavia, in un mondo organizzato secondo la propria visuale.

Triccheballacche (wikipedia)
Triccheballacche (wikipedia)

“L’evidenza”

Tutti individuiamo, in fin dei conti,  Polo, Croce, Darwin, Kerouc, Don Chisciotte, Lutero,  Mandela, Gandhi e, in qualche modo, forse anche la “beat generation”.

Né santi e neppure supereroi, ma solo “menti” che hanno reso uomini liberi, situazioni senza colore di pelle, confronti senza disuguaglianza. Eppure i vari risultati raggiunti hanno tutti un prezzo: delusioni e privazioni personali, scelte altruiste in nome di affetti ed emozioni, valutazioni in cui l’unico sacrificio è il proprio volere.

Di contro, sarebbe veramente interessante sapere cosa ispira nomi tipo: Alberto di Brandeburgo, Peirce, Adenauer. Senza nessuna condanna, solo per curiosità. Il primo si vendeva le indulgenze per recuperare l’investimento fatto. Il secondo e il terzo nome? Sufficiente documentarsi e comprendere.

In fin dei conti “hic et nunc” (qui e ora) è una scelta che imporrà, nel tempo, un “veleno”. Se si riesce a comprendere bene, altrimenti … ai posteri l’ardua sentenza.

E’ stupefacente annotare, come sempre, che la sconfitta ha un solo responsabile, mentre la vittoria è figlia di più artefici che coniugano il verbo “iare“. Io io, tu ii, egli ia, noi iiamo, voi iate…(saprei bene dove e come), essi iano.