var campionato di calcio italiano
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Quello russo, sarà il primo mondiale che vedrà l’utilizzo del Var, l’assistente virtuale per gli arbitri di calcio. Anche un mondo così restio ad abbandonare i propri rituali si adegua agli sviluppi delle nuove tecnologie. Ma quanto hanno influito queste ultime sull’ultimo campionato di serie A?

Messi e Ronaldo, ma non solo. A decidere i prossimi mondiali non sarà solo il campo, ma anche l’interpretazione delle immagini che dal campo arriveranno su uno schermo televisivo.

L’ufficialità è arrivata alla fine dello scorso marzo, mentre meno di un mese fa sono stati diffusi i nomi degli arbitri che siederanno davanti agli schermi in postazione per aiutare i loro colleghi in campo, sfruttando la precisione e l’accuratezza delle immagini riprese dal circuito di telecamere ufficiali della competizione.

Quello russo sarà quindi il primo mondiale di calcio con il Var, il Video Assistant Refree, l’arbitro “virtuale” che abbiamo imparato a conoscere quest’anno nel campionato di calcio di serie A.

Tecnologia al servizio della competizione: come funzionerà il Var Mondiale

L’utilizzo del protocollo sarà un po’ diverso rispetto a quello adottato in questa stagione calcistica dal campionato italiano. Per ogni partita vi sarà infatti un team di ben quattro addetti, di cui il Var principale sarà a capo, e che avrà il compito di analizzare i dettagli delle immagini per individuare eventuali errori. Toccherà al team leader verificare le situazioni dubbie di gioco, sfruttando le inquadrature provenienti dalle telecamere principali, che arriveranno direttamente sul suo monitor.

Sempre a lui spetterà, nei casi sospetti, fornire comunicazioni in tempo reale all’arbitro in campo. Il secondo dei quattro assistenti avrà invece il compito di informare il “capo” sulle evoluzioni del match mentre questi sarà alle prese con l’analisi delle immagini; il terzo invece dovrà concentrarsi interamente sugli errori relativi alle posizioni di fuorigioco. Il quarto assistente, infine, coordinerà le operazioni di comunicazione tra i tre.

Fisicamente, il team si troverà a operare all’interno dell’IBC – International Broadcast Centre di Mosca, dove avrà a disposizione tutte le strumentazioni installate in questi mesi nella Sala operativa centralizzata (VOR). Oltre alla rottura di uno storico tabù, si tratta di un investimento importante, giustificato dalla necessità di garantire una equità e una tutela maggiore ad atleti e tifosi grazie all’utilizzo di tecnologie sempre più avanzate.

Non è capitato di rado, infatti, che gli sforzi di una intera competizione venissero vanificati da un errore umano dell’arbitro, come accadde alla nazionale inglese che nel mondiale 2010 si vide annullare un gol regolarissimo, non assegnato dal direttore di gara, convinto, quest’ultimo, che la palla non avesse sorpassato la linea di porta. È in questi casi clamorosi che la tecnologia può intervenire limitando di un’altissima percentuale l’errore dell’arbitro.

Serie A: Var o non Var ?

Sono state tantissime le discussioni, prima durante e dopo il campionato, sull’utilità dello strumento tecnologico messo a disposizione degli arbitri di calcio. I suoi detrattori sostengono che fermare il gioco per prendere una decisione davanti a uno schermo snaturi lo sport più bello del mondo; i suoi sostenitori lo difendono a spada tratta, in nome della regolarità della competizione sportiva. Ma quanto e come ha influito la presenza del Var sull’ultimo campionato?

È chiaro che tantissimi sono stati gli errori evitati e corretti, ma è anche vero che in alcuni casi l’intervento degli assistenti che analizzavano le immagini in postazione ha dato vita a dei pasticci poco comprensibili.

Se lo ricordano bene i tifosi del Crotone, che in una sfida importantissima contro il Cagliari videro annullato un gol regolare per un fuorigioco inesistente, anche dopo l’analisi al monitor delle immagini; o quelli della Lazio, ai cui danni fu convalidato un gol di mano segnato dall’attaccante del Milan Cutrone, senza che dalla cabina monitor nessuno intervenisse; o infine quelli del Napoli, che pagano con il mancato scudetto una gestione delle immagini abbastanza approssimativa nel corso della partita decisiva Inter-Juventus, vinta dai bianconeri nei minuti finali.

Il bilancio di Cesari

Per un bilancio generale “super partes” è interessante leggere le dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa dall’ex arbitro Cesari, oggi opinionista tv, a cui è stato chiesto di tirare le somme su questa importante innovazione tecnologica: «Il mio bilancio è positivo», ha spiegato Cesari. «Sono sempre stato favorevole a questa novità, e i benefici sono sotto gli occhi di tutti.

Sulla base della mia esperienza, da arbitro prima e poi da commentatore  in tv, credo che gli arbitri abbiano dovuto sopportare  uno stress diverso rispetto a quello che c’era fino allo scorso anno.

Prima  “fischiavi” e non avevi  riscontri, adesso ogni tua decisione ha immagini e  telecamere che possono confermare e smentire il tuo operato, ed eventualmente avere in aiuto il supporto tecnologico. Certo ci sono aspetti che devono essere rivisti. Per esempio, definire cosa si intende  per “chiaro errore”, troppo  soggettivo come concetto. E poi io darei la possibilità agli allenatori  di chiedere l’aiuto del Var una o due volte a partita.

Così come permetterei all’arbitro che è al video di avvertire il collega in campo anche in caso di secondo cartellino giallo non assegnato, cosa che attualmente il regolamento non contempla».