Il Var
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I maggiori esponenti del calcio fanno un bilancio sul Var: tra la fredda evoluzione di questo sport e la calda passione precedente a questa tecnologia

Il Var da quando è stato introdotto ha suscitato sempre un po’ di polemiche. Da un lato ha aiutato gli arbitri e la regolarità dei campionati, dall’altro lato, invece, i romantici del calcio accusano che questo sport ha subito una diminuzione di emozioni. Infatti, ormai, a ogni gol, i tifosi e giocatori attendono con ansia il responso finale di questo strumento, interrompendo uno dei momenti più belli della partita: quello del festeggiamento e della gioia per la rete segnata. Dobbiamo dire, però, che così molti errori sono stati evitati. Ci potrà mai essere una via di mezzo tra la razionalità della tecnologia e l’emozione umana?

Collina: il Var raddoppia l’entusiasmo

Molto ottimista Pierluigi Collina, uno degli ex arbitri più importanti della storia calcistica e presidente della Commissione arbitri FIFA, che ha dichiarato: “Non credo che il Var spenga l’entusiasmo, credo anzi che lo raddoppi. C’è sicuramente l’esigenza di migliorare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per ridurre i tempi, anche perché le attese in campo non piacciono.

Inoltre ha aggiunto: “Non si tratta di riarbitrare la partita, è giusto restringere le decisioni del Var alle situazioni più importanti”.

Il Var
Pierluigi Collina favorevole alla diffusione del Var

Infantino: il calcio è più pulito

Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha dichiarato anche lui l’amore per questo strumento: “Il calcio grazie al Var è più bello, più giusto, più pulito. Ero scettico, ma quando sono diventato presidente della FIFA mi sono detto: perché non provare? E oggi possiamo dire che il Var è fondamentale. Dobbiamo renderci conto che il lavoro dell’arbitro è difficilissimo e poterli aiutare concretamente è una bella cosa”.

Il Var uno strumento utile ma da perfezionare

Dobbiamo premettere che, come tutte le innovazioni, occorre del tempo per oliare tutti i meccanismi ed è assolutamente normale che ci possano essere degli errori. Nonostante ciò, ci sono state sicuramente più luci che ombre. Il nuovo sistema ha fatto sì che gli errori arbitrali, nella maggior parte dei casi, non influissero più sul risultato della partita garantendo al contempo una maggiore regolarità del campionato e una maggiore serenità nell’accettazione, da parte dei giocatori, delle decisioni arbitrali. Il calcio italiano è sempre caratterizzato dal sospetto, si temono sempre imbrogli e periodicamente si grida allo scandalo, ma spesso si viene guidati più dal tifo che dalla razionalità. Il Var potrebbe mettere fine al clima da sempre sospettoso del nostro campionato, ma per far ciò occorre far capire il corretto funzionamento del sistema, occorre educare gli appassionati spiegando, anche tramite trasmissioni televisive e interviste agli arbitri, come funziona.

 

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Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.