vino rosso
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Anche in Italia si sperimenterà l’applicazione del vino rosso al contrasto della pandemia da Coronavirus

L’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’Ospedale Monaldi di Napoli collaboreranno insieme al fine di utilizzare alcune proprietà farmacologiche del vino rosso per trovare una soluzione al Sars-Cov-2

La ricerca internazionale sul vino rosso

Sulla prestigiosa rivista settimanale scientifica britannica Nature è apparsa, recentemente, un articolo concernente la ricerca effettuata da due ricercatori, Erik De Clercq e Li Guangdi, sui positivi effetti che dovrebbe avere una molecola del vino rosso, il Resveratrolo, nella lotta che abbiamo ingaggiato da mesi contro il Coronavirus

Questa molecola riesce a impedire al Mers-Cov, un virus strettamente imparentato al Sars-Cov-2, di replicarsi. 

Il resveratrolo 

Il resveratrolo è un fenolo non flavonoide e una fitoalessina prodotta, in maniera del tutto naturale, da diverse piante in funzione di reazione agli attacchi svolti da vari agenti patogeni (come ad esempio i funghi e i batteri). 

Questa molecola, che troviamo nei lamponi, nelle arachidi, nell’uva e nel gelso, è utilizzata come integratore alimentare. 

La ricerca italiana 

A fronte di ciò, la Federico II, tramite il Dipartimento di Farmacia (Professor Ettore Novellino), ha avviato un protocollo di sperimentazione in collaborazione con il Monaldi

Come ha riportato anche il quotidiano del Mezzogiorno  Il Mattino, il dottor Alessandro Sanduzzi Zamparelli, Direttore del Dipartimento di Pneumologia, sta già somministrando, tramite aerosol, il Taurisi a pazienti che hanno contratto il Coronavirus. 

Speriamo che questa ricerca possa essere di giovamento ai tanti malati di Covid-19, e non solo.  

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.