Immuni: l’applicazione per la fase 2 e il contact tracing
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Immuni ed il diario clinico le applicazioni per affrontare la fase due

Durante la conferenza del 28 aprile Domenico Arcuri (il Commissario per l’emergenza) ha nominato nuovamente  l’applicazione di contact tracing, utile come strumento durante la fase 2. Secondo Arcuri, per la fine di maggio arriverà l’applicazione Immuni per il contact tracing, mentre più avanti verrà reso disponibile anche il diario clinico.

Immuni, un’applicazione ancora in costruzione

Sull’applicazione per il contact tracing sta lavorando la software house milanese Bending Spoons. Però oltre a questo non si hanno molte altre informazioni. Arcuri è l’unico a dare pubblicamente dettagli, sia sul suo funzionamento, sia sulle scelte politiche sulla gestione dei dati. Ipoteticamente, dovrebbe essere imminente una norma ad hoc, come augurato dal Garante per la Privacy Antonello Soro, oltre ad animare un dibattito in Parlamento in merito alla questione.

A cosa serve?

Tutti coloro che sono stati a contatto stretto con una persona positiva per più di 15 minuti, hanno una alta probabilità di contrarre il virus. Ignorare il contagio, ovviamente, comporta un grave pericolo sia per sé stesso che per i propri familiari. Secondo le indiscrezioni, l’applicazione dovrebbe funzionare nel modo seguente: gli utenti si registrano all’app e, successivamente, utilizzando il segnale Bluetooth degli smartphones,  viene tracciata la rete dei contatti ravvicinati e dei tempi di contatto tra di loro. Nel caso in cui uno degli utenti registrati dovesse risultare positivo al COVID-19, il sistema verificherebbe i contatti a rischio di tutti gli altri e provvederebbe ad avvisarli del rischio elevato di contagio. In tal caso gli stessi andrebbero sottoposti a tampone per verificare se sono stati contagiati oppure no.

Per i pazienti positivi, successivamente l’app acquisirà ulteriori funzionalità compreso il diario clinico. Pertanto, Immuni diventerà uno strumento che permetterà di governare la relazione tra i positivi e il Sistema sanitario nazionale. Tutto, ovviamente da remoto.

Arcuri ha dunque ribadito cos’è il contact tracing digitale, che sarà disponibile per maggio. Inoltre, il diario clinico sarà fondamentale per appuntarsi i sintomi e condividerli con il Sistema sanitario. Per il momento però non si sa se questo avverrà in forma anonima oppure come verrà gestita la relazione medico-paziente. Questo, si spera, verrà introdotto in un secondo momento.

Come e quando arriverà la notifica

I possibili contagiati riceveranno un alert, così che in un tempo estremamente ridotto dal contatto possano sottoporsi ad un tampone. Se si è negativi, bisognerà effettuarne almeno un secondo a distanza di qualche giorno, perché il periodo di incubazione del virus generalmente va da 2 a quattordici giorni.

La notifica arriverà direttamente agli utenti che  dovranno mettersi in quarantena volontaria, indipendentemente dal fatto che abbiano (davvero) la possibilità di fare subito il tampone.

A questo proposito, dice Arcuri: «L’app sarà collegata ai tamponi e sino ieri ne abbiamo distribuiti 2 milioni e mezzo. Gli italiani sottoposti ai tamponi sono stati 1,7 milioni, quindi devo immaginare che le Regioni abbiano in magazzino almeno 800 mila. Continueremo con una massiccia distribuzione degli stessi per essere certi che ce ne sia costantemente una quantità sufficiente».

Altri interrogativi

La privacy? Con che velocità arriveranno le notifiche? Per quanto tempo dobbiamo essere stati vicini? A che distanza effettiva? Quale è la definizione di rischio di contagio secondo l’applicazione? Numerosi sono gli interrogativi riguardanti l’utilizzo di questa applicazione, che si spera vengano risolti al più presto.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.