Cina, alunni in divisa (fonte pixabay)
Cina, alunni in divisa (fonte pixabay)
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Esiste un dispositivo realizzato con la collaborazione di Harvard, dove alcuni sensori sono capaci di leggere le onde cerebrali per registrare i cali di attenzione degli alunni durante le ore scolastiche

I fondatori di questo macabro “cerchietto magico” sono i dottori Bicheng Han e Sunny Guo. I primi alunni ad averlo provato sono quelli di una scuola elementare a Hangzhou, provincia centrale dello Zhejiang.

La società che produce questo aggeggio dell’attenzione è americana: si chiama BrainCo, ha sede a Boston e vanta il supporto scientifico dell’università di Harvard.

Una foto pubblicata qualche giorno fa, che ha fatto molto discutere, ritraeva gli alunni di un istituto d’eccellenza, in uniforme e con tanto di cerchietto per misurare l’attenzione di ognuno.

Un tempo era cosa normale per i bambini lasciar viaggiare la mente, quasi una cosa automatica dopo tante ore di studio o di spiegazioni. Oggi, in Cina, questo non è più possibile.

I cinesi hanno provveduto ad usare la tecnologia per mantenere alta l’attenzione dei bambini.

Compito di questa fascia è quello di leggere, grazie a dei sensori, le onde cerebrali mentre gli alunni seguono la lezione; elaborano i dati man mano, rivelando così all’insegnante chi realmente è attento e chi no. L’insegnante sarà informato in tempo reale sul livello di concentrazione di ognuno di loro.

Lo scopo

Teoricamente sarebbe un’invenzione realizzata a fin di bene per gli alunni. Questo strumento servirebbe in primis agli insegnanti, in maniera tale da sapere chi ha o meno bisogno di spiegazioni extra al termine o durante la lezione.

In questo sistema la piattaforma messa a punto dalla start-up, che alla fine dell’ora rivelerebbe gli alunni più attenti, rischia però di diventare uno strumento per valutare i bambini più che gli insegnanti.

steinbach-pixabay
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Non tutti sono d’accordo su questa iniziativa infatti da alcuni commenti come: “per risvegliare l’interesse degli alunni utilizzeremo l’elettroshock” e “sembra di essere in un film dell’orrore” si evince lo sgomento di qualcuno.

In Cina l’ossessione per l’educazione dei figli è sempre più seria e, nelle sue scuole, i metodi di insegnamento sono molto tradizionali e legati a disciplina e memoria.

Il progetto

Inizialmente la società BrainCo ha sperimentato il dispositivo, per tre settimane, su circa 10mila ragazzi, avendo ottimi risultati. I dati dei risultati però non sono mai stati registrati su nessuna rivista scientifica.

A quanto pare l’utilizzo di tecnologie di monitoraggio e sorveglianza nelle scuole, come anche in altri spazi pubblici, pare essere una tendenza incontrastabile in Cina, dove il concetto di privacy sembrerebbe molto poco sviluppato.

A febbraio il quotidiano The Paper ha scritto di un’altra scuola elementare di Jinhua che ha provato la fascia cerebrale. Mentre lo scorso anno, nella metropoli di Hangzhou, era stata una scuola media a far funzionare un “sistema intelligente di gestione del comportamento in classe“, basato su un sistema di telecamere in grado di leggere l’espressione degli studenti e valutare il loro grado di attenzione.

Con tutti questi “occhi” indiscreti, per i bambini sarà difficile lasciar vagare la loro mente.