Il cuore di Napoli, SpaccaNapoli
Il cuore di Napoli, SpaccaNapoli
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Troppe voci si stanno levando in questi giorni per dividere l’Italia tra Nord e Sud, attaccando Napoli e la Campania colpevoli di volersi difendere dal Coronavirus 

In una trasmissione di una rete televisiva commerciale di portata nazionale, alcune ore fa, un direttore di un importante giornale ha attaccato duramente le eventuali misure che il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha stabilito in caso di riapertura anticipata delle attività aziendali o in caso di un eccessivo arrivo di persone dal Nord alla Campania

Misure necessarie per evitare il diffondersi della pandemia da Coronavirus in Campania e a Napoli in particolare, a causa della sua alta densità demografica. 

Le affermazioni anti campane di un giornalista

Secondo il giornalista, che non voglio nominare, i Meridionali andrebbero al Nord, a Milano specialmente, per farsi curare negli ospedali meneghini mentre un milanese perché mai dovrebbe andare a lavorare in Campania

A questa domanda, sempre secondo quanto riferito in questa video intervista che potete trovare su internet, il direttore risponde che i milanesi potrebbero (al massimo) fare i parcheggiatori abusivi. 

Conclude questa persona il suo brillante intervento con una affermazione agghiacciante: i campani non sarebbero affetti da manie di inferiorità (nei confronti dei lombardi) perché sarebbero di natura inferiori a questi ultimi. 

Queste frasi sono solo la punta di un iceberg, ma la situazione deve finire e subito. 

Considerazioni sparse in difesa del Mezzogiorno e non solo 

A questo giornalista, io sono solo un umile articolista, vorrei ricordare che è vero che 14 mila campani circa ogni anno si curano a Milano, ma (spesso) da dottori e infermieri che provengono dal Sud Italia

Nel Nord della Penisola ci sono certamente più opportunità di lavoro che al Sud, ma la tanto decantata Padania senza i lavoratori meridionali, le loro braccia, i loro cervelli non so dove sarebbe ora. 

Napoli ha tanti difetti ma ancora più lati positivi. Una città che vive ininterrottamente da più di 25 secoli. 

Se fossi in lei, Direttore, io starei molto attento a dire che i campani sono inferiori, perché così dicendo starebbe offendendo i tanti meneghini che hanno sangue napoletano (e meridionale) nelle vene.

E mi lasci dire che sta offendendo la sua intelligenza perché non credo che ignori la nostra bellissima Storia e la nostra cultura, bene immateriale dell’Italia tutta e dell’Umanità. 

Con licenza parlando, ovviamente. 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.