Comunità Europea
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Come può evolvere un’affinità

Dal primo momento, dal primo sguardo potrebbero non essere necessarie parole. Non riguarda solo una reciproca empatia donna-uomo, ma si può percepire anche tra pari sesso. Si apprende la nascita di un sentimento, di un’intesa, di una simpatia; non di rado, connotati che possono sfidare il tempo.

Ciò che segue non può essere un unico canovaccio; malintesi, equivoci, errori, in ogni contatto sono possibili, ma il filo – seppure sottilissimo che lega le menti – non  necessariamente deve interrompersi. Anzi, può rafforzarsi.

Importante analizzare il momento e il lasso di tempo in cui accade; senza forzature e senza tornaconti.

La lealtà, che dovrebbe connotarne le peculiari caratteristiche, deve svilupparsi senza nessuna intromissione esterna. Bisogna avvertirlo chiaramente, ma le intenzioni – dall’altra parte – devono coincidere; in caso contrario è come se ad una assoluta certezza si contrapponesse una paura, un timore di un domani, senza la giusta dimensione.

Concretezza e idealismo

E’ l’eterna  contraddizione tra il pragmatico ed il sognatore, con l’epilogo conosciuto, ma non riconosciuto, dall’attuazione del pragmatismo.

Il sognatore resta tale per la vita, con i suoi limiti e le sue puerili convinzioni; con il suo mondo e il suo ottimismo sfociante, spesso, finanche in follia. Il pragmatico invece continua ad andare in giro con la sua carriola. Piena di sabbia. Il percorso è tratteggiato e lui, il pragmatico, lo persegue con sicurezza, colmando di sabbia i fossi che gli si presentano sul percorso. E va avanti, continua con la precisa persuasione di volere, a prescindere da ogni valutazione, ciò per cui avanza. Un altro fosso? Un altro versamento di sabbia. Il pragmatico avanza, sicuro di se stesso, con la sua carriola sempre pronta ad accogliere nuovi carichi di sabbia. Poi, d’improvviso, la sabbia inizia a scarseggiare, la carriola anziché farsi più leggera diventa sempre più pesante. La sabbia versata in antichi fossi inizia a cedere; si inizia a comprendere, che essendo stata mediamente addensata, come inizi ad avere cedimenti. E riaffiorano i fossi. Inevitabilmente il pragmatico si guarda intorno: la carriola è vuota, la sabbia è finita, i fossi che furono colmati, sono “riemersi” e per quelli nuovi non ci sta rimedio. In quel momento il sognatore diventa elemento importante; il vecchio, bistrattato, sognatore è la sola ancora di salvezza.

Il tempo delle scelte

Dalle premesse alle promesse; dalle basi alle fondamenta; dagli intenti  alle realizzazioni. Una sequenza ben chiara che deve, necessariamente, realizzarsi.

Agire e basta.

Non è possibile uscire dall’angolo, senza profonde ponderazioni; non si può continuare a sostenere l’onere di annunci, mai tramutati in fatti; non è pensabile di continuare a reggere il palcoscenico, davanti ad una platea ridotta all’inefficacia operativa.

Nel tempo si dovrebbe domare qualunque retro pensiero, superare pregiudizi e preclusioni; nessuno può mettersi di traverso, nessuno può assumere atteggiamenti contrari al perseguimento del fine.

Nell’odierna realtà, la percezione di una titubanza, l’intuizione di un dubbio non passano inosservati e, per giunta, possono essere fonte di pericolose reazioni.

La divergenza di opinione nasconde spesso, purtroppo, una non convergenza di interessi; a tal punto urgono dirimenti spiegazioni.

La risposta dovrebbe denotare chiarezza e semplicità, ma se i pensieri sono troppi, e si sovrappongono, allora le risorse positive non hanno molto spazio per operare.

La resa dei conti tra un interno balbettante e l’Europa che ci attende

Tra alibi e scelte incerte, un incontro interlocutorio, con un’Italia viva solo per la vivace contrapposizione e un accordo che richiama alla mente “Miseria e nobiltà, nella scena del tira e molla circa il tempo di permanenza – con vitto e alloggio – presso la casa del ricco cuoco don Gaetano. Eppure il discorso è assai serio; ne va della filiera agro-alimentare.

Una sfiducia distribuita, sfusa e a pacchetti, che non risparmia interpretazioni diverse.

Insomma, allo stato dell’arte un sognatore non dispiacerebbe; almeno potrebbe seminare speranza.

L’Europa ci attende, ma le polemiche divampano e la maggioranza sembra annaspare; l’ombrello del Colle reggerà? Le bombe innescate non faranno attendere risposte. Intanto le Regioni chiedono lumi per il prossimo 18 maggio. Il programma delle riaperture è ancora appannato.

Auguri a noi.