In Sardegna spuntano i cartelli stradali anti Google Maps
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In alcune località della Sardegna dei cartelli stradali metteranno in guardia gli automobilisti sui pericoli di usare Google Maps

Google Maps gode oggi della fama di prima app di navigazione satellitare utilizzata sugli smartphone. Questo titolo è probabilmente pienamente meritato, alla luce della costante opera di perfezionamento degli ultimi anni, col costante arricchimento delle funzioni disponibili. Per anni è stata un app pensata soprattutto per i dispositivi Android, su cui era presente tra le applicazioni preinstallate. Oggi, tuttavia, sta conoscendo fortuna e diffusione crescenti anche sugli smartphone Apple.

Le recenti funzionalità: autovelox, limiti di velocità e tanto altro

Ci siamo occupati in articoli precedenti della nuova funzione di segnalazione degli autovelox e dei limiti di velocità (leggi qui), o della migliorata navigazione anche a piedi grazie all’implementazione della realtà aumentata. Nel corso di uno spostamento Google Maps ci tiene inoltre informati sullo stato del traffico. Ciò permette di ricalcolare il percorso strada facendo o di scegliere strade alternative. Come tutti i comuni navigatori ci consente di evitare le strade soggette a pagamento di un pedaggio. Grazie alla funzione “street view” è inoltre possibile visualizzare le strade che bisognerà percorrere o il luogo di arrivo.

Si tratta, insomma, di un’app di navigazione particolarmente completa. Ma Google Maps è anche infallibile? Assolutamente no, e la cosa diventa spesso particolarmente evidente e fastidiosa quando ci si avventura fuori dai percorsi urbani più trafficati e conosciuti. In quel caso il navigatore di Google mostra tutti i suoi attuali limiti. Anzi, può accadere tranquillamente di essere indirizzati su strade senza uscita o assolutamente impraticabili e invece riconosciute da Google Maps come strade percorribili ed in grado di portarci agevolmente a destinazione. È ciò che avviene molto spesso, ad esempio, in alcune località della Sardegna.

In Sardegna spuntano i cartelli stradali contro Google Maps

Tra i tanti aspetti che rendono famosa la Sardegna nel mondo vi è la straordinaria bellezza paesaggistica. Il territorio sardo rappresenta difatti un affascinante connubio in cui mare e montagna convivono, spesso nello stesso comparto territoriale. Ciò, d’altro canto, rende la viabilità isolana a tratti piuttosto complicata. La presenza di sentieri stretti e impervi che affiancano le strade di grande scorrimento viario, percorse da migliaia di turisti, rappresenta talvolta un problema, a causa della sbadataggine degli automobilisti. Ciò diviene particolarmente evidente in alcune zone dell’isola, a causa dell’incapacità del navigatore di Google di riconoscere le strade percorribili con l’auto, distinguendole da quelle transitabili esclusivamente a piedi o magari solo con mezzi 4X4.

Accade, ad esempio, che i turisti diretti alle famose spiagge di Cala Luna e Cala Goloritzè restino impantanati in sentieri sterrati, tra rocce e arbusti, perché lì indirizzati da Google Maps. Talvolta è necessario l’aiuto dei pastori locali o delle forze dell’ordine per soccorrere automobilisti in preda al panico, addentratisi con auto e camper in località sperdute e disabitate e su strade completamente impraticabili.

Per ovviare al problema alcuni comuni sardi, come quello di Brunei, sono sul punto di installare cartelli “anti-Google”. In essi gli automobilisti saranno invitati a seguire le indicazioni della cartellonistica stradale, spesso ignorate a vantaggio delle errate indicazioni del navigatore di Google. Dal canto suo, Google Maps, nonostante le numerose segnalazioni degli ultimi anni, non ha ancora corretto le numerose inesattezze sulla viabilità sarda e continua ad indirizzare i turisti su percorsi sbagliati e impercorribili.

Il caso del 2013: la Sardegna Nazione

La Sardegna e Google Maps hanno avuto, anche in passato, un rapporto a tratti conflittuale. Nel 2013 ebbe enorme risonanza e suscitò l’ilarità generale la svista di Mountain View, che assegnava piena sovranità nazionale all’isola, cambiando addirittura le denominazioni delle città più rinomate, che erano rese in lingua sarda piuttosto che in italiano. Furono necessarie centinaia di segnalazioni affinché Google ponesse rimedio all’errore.