Fca Renault
E' saltato l'accordo Fca Renault (fonte Startmag)
adv

La fusione Fca Renault può dirsi saltata in maniera definitiva alla luce delle recenti dichiarazioni rilasciate dalle due controparti

La notizia della mancata conclusione dellaccordo Fca Renault era stata già data in via ufficiosa nella notte scorsa dai quotidiani Wall Street Journal e Bloomberg.

Indiscrezione confermata da John Elkann

La fusione Fca-Renault, secondo quanto divulgato dai due giornali, sarebbe saltata per volere della proprietà italo-americana. La conferma di tale indiscrezione è poi provenuta dallo stesso sito internet di Fca, sul quale è stato riportato un comunicato scritto dal Presidente del gruppo, John Elkann: “Il Cda ha deciso di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault”.

Le cause del mancato closing

Ma quali sono le cause che hanno portato a questo inaspettato esito delle trattative Fca-Renault? Dal comunicato pubblicato sul sito internet del gruppo italo-americano, nel quale si ribadisce la grande stima verso il noto marchio transalpino, una delle motivazioni ad aver fatto saltare l’accordo andrebbe individuata nel particolare contesto politico presente attualmente in Francia: “Fca continua a essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti.

John Elkann
Il Presidente di Fca, John Elkann, conferma lo stop al closing Fca Renault (fonte Agi)

“E’ tuttavia divenuto chiaro  – sottolineano i vertici di Fca  – che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo”. Nella parte conclusiva della nota, il gruppo italo-americano ribadisce il suo proposito di crescita imprenditoriale ma specifica come questo sarà perseguito secondo una “strategia indipendente”

Dettagli più approfonditi in un altro comunicato

In realtà, in un ulteriore comunicato rivolto al proprio personale dipendente, il Presidente di Fca, John Elkann, ha usato toni più duri nei confronti di Renault, lasciando intuire un’inaspettata opposizione mostrata dal gruppo transalpino nel corso delle trattative: “Ci vuole coraggio per iniziare un dialogo come abbiamo fatto noi – ha riferito Elkann nel comunicato – Quando però diventa chiaro che le conversazioni sono state portate fino al punto oltre il quale diventa irragionevole spingersi, è necessario essere altrettanto coraggiosi per interromperle e ritornare immediatamente all’importante lavoro che abbiamo da fare”.

La mancata conclusione delle trattative Fca Renault non preclude, tuttavia, la possibilità per il gruppo italo-americano di aprirsi verso altri partner: “Continueremo a essere aperti a opportunità di ogni tipo – conclude Elkann nel comunicato rivolto ai suoi dipendenti – che offrano la possibilità di rafforzare e accelerare la realizzazione di questa strategia e la creazione di valore. Ora però, so che siete d’accordo con me, è tempo di concentrarci sugli obiettivi che ci siamo posti per quest’anno”.

Dichiarazioni contraddittorie dalla Francia

Nelle dichiarazioni d’Oltralpe relative al mancato closing Fca Renault, si constatano al momento divergenze. Ufficialmente il Ministro dell’Economia, Bruno La Maire, ha scaricato la responsabilità del fallimento delle trattative sul marchio Nissan. Quest’ultimo, infatti, venendo meno in qualità di partner, avrebbe messo in grave difficoltà Renault, che, in una nota, ha semplicemente espresso il suo disappunto per l’infelice esito della vicenda. Secondo altre indiscrezioni, invece, lo stesso governo transalpino avrebbe contribuito notevolmente a far saltare l’accordo in virtù del mancato ingresso di un proprio rappresentante nel futuro Cda nonché per l’assenza di determinate garanzie sui siti produttivi

Avatar
Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.