Incomprensibile decisione giapponese sulla cybersicurezza

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A rischio la cyber sicurezza giapponese
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Il nuovo responsabile giapponese per la cybersecurity non sa utilizzare il computer!

Di solito siamo portati a pensare che le scelte atipiche siano una prerogativa dei governi occidentali, in particolar modo di quello italiano, il quale non sempre ha brillato nelle scelte dei vertici dei propri ministeri.

In questo caso, però, è il Giappone che ha profondamente meravigliato l’opinione pubblica mondiale con una scelta a dir poco paradossale.

Il nuovo Direttore del Dipartimento Strategico per la Cybersicurezza, Yoshitaka Sakurada, ha candidamente ammesso alla Dieta giapponese, il 14 novembre 2018 che non ha mai utilizzato, e non saprebbe come usare, un computer. Questi, dal 2 ottobre 2018, è Ministro per i Giochi Olimpici e Paraolimpici di Tokio 2020 nel governo guidato da Shinzo Abe.

Cybersicurezza a rischio?

La Dieta ha scoperto questa grave mancanza di Sakurada, durante un’interrogazione parlamentare, mercoledì scorso. La classica “buccia di banana” ha riguardato una semplicissima domanda concernente l’utilizzo di dispositivi USB, generalmente ritenuti a forte rischio a causa dei possibili malware al loro interno, utilizzati negli impianti nucleari giapponesi. Non solo non ha saputo rispondere ma ha chiesto al consesso se poteva chiamare a rispondere un suo collaboratore, dimostrando così di non avere la benché minima idea di cosa si stesse discutendo.

Giustificazione di Sakurada

Nonostante che Yoshitaka Sakurada, membro del Partito Liberal Democratico, abbia 68 anni, l’età non può essere ritenuta una scusa per una simile mancanza. Si è giustificato sostenendo che è stato in affari fin da quando aveva 25 anni e quando ha avuto la necessità di utilizzare il pc, generalmente, ha sempre richiesto l’assistenza ai segretari oppure agli impiegati.

Risposta di Masato Imai

Le sue affermazioni hanno provocato sconcerto nell’opposizione che, per bocca di Masato Imai, ha fatto sapere che non può credere che una “persona che non ha mai usato un pc sia incaricato di prendere le giuste misure per la cybersicurezza“.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Sta concludendo il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata.