piano impresa 4.0
adv

Il Piano Impresa 4.0 in Italia sta ottenendo discreti risultati, come ribadito dal Professore Taisch del Politecnico di Milano

Come indicato dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, oggi solo il 2,5% delle imprese non conosce l’Industria 4.0, segno dell’ottimo andamento del nuovo Piano Impresa.

 È risultato inoltre che le compagnie abbiano tratto beneficio da 2 misure in particolare: l’ammortamento e il super ammortamento, che hanno permesso di creare investimenti altrimenti impossibili da effettuare.   Ma affinché questi risultati non siano vani, è necessario continuare su questa strada promuovendo ad esempio una rapida digitalizzazione delle PMI (piccole medie imprese).

Per far ciò occorre sicuramente puntare sulla formazione, ramo estremamente fragile del Piano impresa 4.0. Tra gli strumenti utili già presenti abbiamo il credito d’imposta, a cui a breve si affiancherà la rete di competence center dedicata alla formazione.  A questo proposito da poche settimane il MISE (Ministero Dello Sviluppo Economico) ha completato l’esame dei candidati pubblicando la graduatoria ufficiale.

Il Competence Center del Politecnico di Milano

Il Politecnico di Milano, in associazione con altri enti, non si tira indietro mettendo a disposizione il suo Competence Center che avrà il sostegno concreto di tutti soci del partenariato: in 3 anni saranno messi a disposizione 4,7 milioni di euro di attrezzature, 11 milioni in termini di capitale umano e 5 milioni nel capitale.

L’idea del Professor Taisch e di tutte le maestranze dell’Ateneo è che il Competence Center diventi fonte catalizzatore di innovazioni, paragonandolo alla diffusione di una tecnologia che diviene virale: più sarà utilizzato dalle imprese più sarà aumentata la velocità di attuazione nel sistema. La convinzione portante è che la digitalizzazione delle imprese e l’automazione dei processi sembrano essere d’obbligo nel terzo millennio per l’aumento della produttività e per interfacciarsi adeguatamente al mercato.

Ci sarà inoltre sicuramente un riscontro positivo nel numero di posti di lavoro che si verranno a creare. Ciononostante è provato storicamente, che inizialmente si riscontreranno difficoltà legate all’acquisto delle competenze necessarie e alla limitata domanda di lavoro qualificato, ma tutto ciò andrà a risolversi nel medio lungo periodo, infatti le evoluzioni tecnologiche hanno da sempre portato benefici alle imprese.

La vera urgenza è quindi trovare lavoratori 4.0 con adeguate capacità. È chiaro che solo persone con  competenze specifiche potranno valorizzare le nuove tecnologie, permettendo a queste di esprimere tutto il loro potenziale.

Che ruolo avranno i competence center?

Il Competence Center si occupa esattamente di unire abilità e progresso, skills e tecnologie. Come abbiamo anticipato, guardando alla dinamica occupazionale, il saldo netto nel medio periodo sarà positivo. Il problema è gestire il periodo di transizione.

I competence center stanno già progettando misure preventive di welfare per i workers, in particolare tra i più anziani, che non riusciranno ad adattarsi alle nuove dinamiche di lavoro. Inoltre i Competence Center terranno corsi di aggiornamento per i lavoratori attivi, persone che si trovano già in azienda e che hanno prospettive di lavoro a lungo termine.

Questi corsi di formazione saranno organizzati con la supervisione e il consenso dei sindacati che avranno un ruolo fondamentale nel promuovere tra i lavoratori le nuove tecnologie e l’importanza di un continuo aggiornamento.Ci saranno, in aggiunta, programmi che avranno il compito di formare i formatori, assicurandosi delle competenze di questi ultimi e ampliandone il numero sul territorio.

Piano impresa 4.0: uno sguardo al futuro

Secondo il Professor Taisch l’assoluta priorità di questo nuovo governo dovrà essere il completamento del piano impresa con misure che sostengano in maniera determinante gli investimenti delle imprese. Queste ultime devono poter contare su un contesto macroeconomico di crescita.

Il Professore afferma inoltre che nonostante l’Italia sia in ritardo rispetto ad altre nazioni, il piano d’impresa 4.0 tricolore è apprezzato a livello europeo e l’essere arrivati in ritardo, ha permesso di guardare agli errori degli altri e studiare preziose lezioni. Il governo, dal suo canto, potrebbe ancora effettuare qualche ritocco al 4.0 per meglio rifinire il tutto, dando al piano impresa lo spazio che merita.

In ultima analisi è il momento di lasciare che le imprese acquistino autonomia, stabilità e continuità. Per far ciò è necessario consentire a queste ultime di effettuare programmazioni nel medio lungo periodo affinché ci sia il passaggio a un sistema produttivo 4.0 che consentirebbe all’Italia di dire la sua in ambito internazionale.

Mariano Santillo