industria 4.0, italia punta su tecnologia
adv

L’industria 4.0 è considerata universalmente il futuro, in tema di sviluppo economico e aziendale. Raccontiamo a seguire di due esperienze diverse e importanti, che danno l’idea di quanto questa consapevolezza stia raggiungendo progressivamente tutti: dalla piccola azienda manifatturiera, alla grande realtà multinazionale.

Abbiamo parlato spesso in questi mesi dell’importanza dell’industria 4.0 anche dal punto di vista del rilancio dell’economia, in quanto settore strategico attorno al quale ruotano i destini di tante aziende internazionali, e quindi anche di quelle del nostro paese. Abbiamo parlato degli investimenti governativi per finanziare il settore, a cominciare dai 340 milioni stanziati per aiutare le aziende italiane ad aderire al Piano industria 4.0, soprattutto nell’area meridionale del paese ; abbiamo raccontato nei dettagli le implicazioni dell’industria 4.0 sullo sviluppo occupazionale, le prospettive di crescita, le differenze tra nord e sud ; abbiamo analizzato i dati che ci comunicano una crescita stratosferica, pari a circa il 30% in un solo anno.

Siemens e Confindustria insieme per Impresa 4.0

Quello dell’industria 4.0 è insomma un settore estremamente dinamico, su cui tante aziende stanno puntando in maniera concreta, consapevoli che la trasformazione digitale è la vera sfida dei prossimi anni. Nascono così piani di investimento, progetti a lungo termine, inattese sinergie. È il caso della partnership presentata in queste ore da Siemens e Confindustria, che hanno firmato lo scorso 19 luglio, nell’ambito di Impresa 4.0, un accordo denominato “Smart Factory Siemens – 100 Giornate per le imprese manifatturiere italiane”.

L’accordo prevede una collaborazione tra il Tac (Centro tecnologico e applicativo) di Siemens e la rete dei Digital Innovation Hub (Dih) di Confindustria, nell’organizzazione di cento giornate informative, da qui al 2020, al fine di far conoscere alle imprese manifatturiere italiane, tutti i vantaggi e le prospettive di investimento in ambito industria 4.0.

Siemens ha in effetti avuto un ruolo pionieristico nel settore, nel corso degli anni, come specificato da Giuliano Busetto, Country division lead delle divisioni Digital Factory e Process Industries and Drives di Siemens Italia, ma anche Amministratore di Siemens Industrial Software: «Si tratta di un accordo fondamentale, e che regala un ulteriore riconoscimento al nostro Tac, il centro dove promuoviamo l’innovazione tecnologica per le imprese manifatturiere come motore dello sviluppo e della crescita nel settore. Sentiamo come una vera e propria responsabilità il nostro impegno nella formazione e nell’aggiornamento delle competenze a disposizione delle imprese che decidono di affrontare il percorso innovativo indicato dalla quarta rivoluzione industriale».

Al termine del processo, in effetti, le imprese verranno indirizzate prima e accreditate poi al Tac, attualmente uno dei centri europei di maggiore eccellenza e modello di Smart Factory, all’interno del quale avranno possibilità di aggiornarsi continuamente sulle innovazioni del campo, di consolidare il proprio background, di testare le tecnologie in uso. Insomma, far sì che la fase formativa trovi anche una applicazione concreta, utile da un punto di vista pratico per lo sviluppo di una nuova azienda tecnologicamente al passo coi tempi.

Il Friuli come la Silicon Valley

Se la partnership tra Siemens e Confindustria è un’ottima notizia per lo sviluppo dell’idea di industria 4.0, in un settore delicato come quello manifatturiero, un’altra buona nuova è costituita dal potenziamento degli investimenti della multinazionale Eurotech nel nord est del nostro paese.

In queste settimane, infatti, è stata diffusa una campagna pubblicitaria che mette al centro (fisico e concettuale) la zona friulana della Carnia, quartier generale italiano dell’azienda, come nucleo di ricerca e innovazione tra i più importanti del pianeta, nell’ambito dello sviluppo delle tecnologie digitali.

«È possibile fare innovazione in qualunque parte del mondo – ha spiegato Roberto Siagri, ad di Eurotech – anche in un luogo di montagna, in un piccolo centro come Amaro. Non è importante dove si opera, ma la capacità di innovare e stare al passo con i tempi. Ogni luogo, attraverso lo sviluppo delle tecnologie digitali, può ambire in questo momento storico a essere il centro del mondo. Le idee e la creatività stanno nella testa di ognuno: fondamentale è saper precorrere i tempi, saper individuare i passi da fare, per rimanere competitivi. Anche Amaro, la montagna in generale, dotate delle infrastrutture e dei servizi tecnologici essenziali, possono candidarsi a essere il palcoscenico del mondo in fatto di innovazione».

Valentina Popolo