Industria 4.0: relazione tra economia circolare, regolamento Reach ed Industria 4.0 stessa.

Le possibilità che la quarta rivoluzione industriale mette a disposizione dell’economia sono moltissime. Il Prof. Luigi Campanella, in un’intervista approfondita, cerca proprio di spiegare il legame che sussiste tra l’Industria 4.0, basata sulla digitalizzazione del mondo, il regolamento Reach, che tra qualche mese entrerà in vigore in tutti paesi europei e che prevede che ogni azienda certifichi la non tossicità delle materie che utilizza, ed infine l’economia circolare, che ha come obiettivo il cercare di non sprecare alcuna parte delle materie prime.

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Le possibilità che la quarta rivoluzione industriale mette a disposizione dell’economia sono moltissime. Il Prof. Luigi Campanella, in un’intervista approfondita, cerca proprio di spiegare il legame che sussiste tra l’Industria 4.0, basata sulla digitalizzazione del mondo, il regolamento Reach, che tra qualche mese entrerà in vigore in tutti paesi europei e che prevede che ogni azienda certifichi la non tossicità delle materie che utilizza, ed infine l’economia circolare, che ha come obiettivo il cercare di non sprecare alcuna parte delle materie prime.

In un’intervista al Prof. Luigi Campanella, in occasione del Convegno del CNR INSEAN organizzato da Labozeta Spa, tenutosi lo scorso ottobre viene realizzata un’attenta disamina del rapporto tra economia circolare, Industria 4.0 e regolamento Reach. Nel convegno, che supera, secondo il professore, quanto affermato e proposto dal titolo, ovvero il riferimento all’Industria 4.0 perché sono stati presi in esame alcuni aspetti fondamentali del rapporto tra la cultura europea e la cultura internazionale.

Se nel ramo dell’Industria 4.0 l’Europa sembra uscirne relativamente bene, c’è comunque qualcosa che manca al vecchio continente e che invece è presente in altre forme di cultura: i costi energetici bassi (dal momento che questi sono in Europa tra i più cari al mondo) e la manodopera, per così dire, a basso costo (che invece è presente in altre forme di cultura, come quella cinese).

D’altro canto, però, l’Europa ha qualcosa, che probabilmente ha anche più valore, e che è rappresentato dal capitale umano, il quale, deriva dalla propria cultura e dalla propria storia. Il capitale umano, sempre secondo il professor Campanella, è identificabile nella capacità di creatività; in fondo l’Industria 4.0 raffigura un’occasione unica per mettere a punto e per cercare di utilizzare al meglio, sfruttare, la capacità di creatività stessa. Ma c’è ancora un altro aspetto culturale che è fondamentale nel ramo dell’Industria 4.0 e di cui dispone l’Europa, ed è l’abitudine di messa in comune delle conoscenze; ad esempio, in alcune società il singolo ricercatore è considerato l’unico proprietario di ciò che ha scoperto, invece, in Europa, la condivisione delle conoscenze può produrre frutti maggiori di quanto possa avvenire quando gli studi vengono confinati in una sovrastruttura.

Di certo, il Regolamento Europeo su cui si è iniziato a lavorare nel 2008 e che entrerà definitivamente in vigore a giugno 2018, è stato sviluppato ai fini di garantire sia la sicurezza dell’ambiente che degli operatori rispetto alle sostanze chimiche. Il Regolamento Reach è una vera e propria rivoluzione copernicana, perché se in passato, per dimostrare che una qualunque impresa stava compiendo azioni pericolose per l’ambiente o per chiunque ne venisse a contatto, “doveva essere l’organismo di controllo a dimostrare che era stata fatta un’operazione illecita. Invece con il regolamento Reach viene completamente ribaltato questo concetto, perché chi produce o semplicemente chi importa da paesi non europei è totalmente responsabile di quello che produce”. Ma, l’altro lato della medaglia, sta nel fatto che le piccole e medie imprese europei, che già in precedenza arrancavano da un punto di vista economico, si troveranno nella situazione di doversi accollare ingenti spese di certificazione senza neanche avere la certezza che queste ultime potranno essere recuperate nella produzione. Per cui, sarebbe opportuno, che la certificazione Reach potesse diventare più sostenibile, e ciò potrebbe realizzarsi attraverso la condivisione delle conoscenze e l’innovazione tecnologica.

La sensoristica è un campo delle scienze attuali che potrebbe di certo favorire questa direzione “perché è un sistema di approccio alla conoscenza in cui la portabilità degli strumenti, le dimensioni modeste, i costi relativamente controllati, consentono un abbassamento complessivo dei costi di certificazione che ovviamente è fondamentale rispetto a quanto si diceva”.

Un aspetto particolarmente notevole dell’evoluzione industriale dell’Industria 4.0 è il suo rapporto con l’economia circolare, cioè il ramo dell’economia che tende a limitare al minimo, possibilmente completamente ad azzerare gli scarti: lo scopo è di partire da una materia prima e di utilizzarla al massimo, anche attraverso il riciclo. Nelle situazioni in cui lo scarto di un processo produttivo diventa la materia prima di un altro processo produttivo, lo svolgimento è lo stesso, perché il regolamento Reach pretende che venga garantita la sicurezza dei materiali anche in questo caso. È proprio questo uno dei caratteri fondamentali del regolamento Reach, ovvero il fatto che anche lo scarto di una materia, che può diventare materia prima di un altro processo produttivo, e che quindi permane nel circuito, debba essere garantita in quanto prodotto chimico. Questo aspetto mette in evidenza l’innegabile rapporto che sussiste tra economia circolare, Industria 4.0 ed il regolamento Reach.