industria 4.0 lavoro ed opportunità
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In base ad una ricerca di Confindustria è emerso che nel nostro Paese mancano circa 280 mila figure professionali solo nel settore manifatturiero, nel campo dell’Industria 4.0. Come si può cercare di arginare questo gap?

L’Industria 4.0 in Italia ed in Europa

L’Unione Europea sostiene che nel campo dell’IT siano necessari per le imprese del nostro continente, da ora al 2020, circa 800 mila professionisti.

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Secondo quanto riportato da Giovanni Brugnoli, uno dei vice presidenti di Confindustria,  in Italia nel solo settore manifatturiero mancano circa 280 mila figure professionali, rispetto alle quali non si parla di tecnici generici, ma piuttosto di figure super specializzate, in particolare nell’ambito meccanico, gestionale, informatico e dell’ingegneria.

Queste sono le professioni attualmente ricercate nei settori dell’Industria 4.0 e che sembrano, purtroppo, attualmente mancare.

I settori maggiormente carenti di figure specializzate nell’Industria 4.0

In realtà, il dato riportato da Confindustria, ovvero la mancanza di 280 mila figure professionali, riguarda soprattutto 5 ambiti, altrimenti il numero di professionisti assenti sarebbe ancora maggiore. In particolare, parliamo de:

  • il settore agroalimentare;
  • la chimica;
  • l’ICT (Information and Communications Technology);
  • la meccanica.

Da dove nasce l’indagine

L’indagine che ha portato Confindustria a questo risultato è partita da un’esplicita richiesta alle aziende, alle quali si è domandato di quante e quali figure professionali credono di aver bisogno per i prossimi 5 anni, considerando lo sviluppo economico simile a quello di quest’ultimo anno.

La risposta delle aziende ha portato a considerare la necessità di 280 mila figure specializzate che non si riusciranno a rintracciare, in base al rapporto tra i pensionamenti e i diplomandi all’istituto tecnico.

Dato questo assolutamente negativo, se si pensa, molto banalmente, che negli ultimi anni le aziende hanno investito davvero moltissimo nel settore dell’innovazione, rispetto agli impianti, ma anche al mondo della tecnologia.

Il tutto per rischiare di rimanere senza dipendenti con preparazione adeguata.

Quali sono le competenze richieste nel mondo dell’Industria 4.0?

Le figure che le aziende cercano sono in particolare giovani, che posseggano quanto meno il diploma di istituti tecnici, ma anche neolaureati. Caratteristica fondamentale è un ampio margine di flessibilità, dal momento che anche la stessa industria, di stampo 4.0, deve essere ampiamente versatile.

Questi ampi livelli di elasticità risultano essere così importanti, ai nostri tempi, perché l’impresa deve continuamente e perennemente essere in grado di cogliere e modificarsi alle nuove esigenze. Pertanto, l’elemento fondamentale che viene richiesto ai lavoratori è innanzitutto una grande disponibilità per ed al cambiamento.

Se in passato le competenze fondanti di un mestiere mutavano all’incirca ogni 20 anni, oggi, invece i tempi si sono ridotti a 3-5 anni.

Altre caratteristiche ricercate sono: la curiosità, l’intuito, l’interesse per quello che si fa, la voglia di apprendere, di migliorarsi e di crescere, facendo sviluppare così anche l’azienda. Poi, chiaramente, elemento basilare richiesto è la conoscenza delle nuove tecnologie e dunque del digitale.

Le Università e l’Industria 4.0

Rispetto però a tutte le skills che vengono attualmente richieste dalle imprese, le Università non sembrano essere al passo con i tempi; in particolare gli esperti parlano di un buco da colmare di circa 2/3 anni.

Infatti, gli attuali studenti saranno disponibili per il mercato del lavoro non prima di questo periodo proprio perché attualmente sono ancora iscritti all’Università.

A questo punto le soluzioni possibili sono due: o cercare le figure professionali che mancano sul mercato europeo (facendo particolare riferimento alla Romania e all’Albania), oppure provare a tappare i buchi con gli studenti dell’ITIS oppure elaborare un master specifico, che dia ai ragazzi tutte le competenze di cui necessitano.

Intanto, però, anche come si sta già iniziando a fare, potrebbe essere opportuno partire dai progetti di alternanza scuola-lavoro, che permettono agli studenti di comprendere quali sono le figure attualmente richieste dal mercato del lavoro.

Esperienze di questo tipo, seppur particolarmente faticose, possono essere comunque molto formative per gli studenti.

Il ruolo del Governo nella crescita dell’Industria 4.0

È pur vero, tra l’altro, che in questi ultimi anni il Governo si è occupato molto della crescita delle industrie italiane nell’ambito del 4.0, così come si è interessato ai processi necessari per acquisire le skills ricercate nel mondo del lavoro.

Ci si auspica, per questo motivo, che il nuovo Governo, quando finalmente si formerà, possa proseguire su questa linea e ampliare le opportunità offerte allo sviluppo dell’Industria 4.0 nel nostro Paese.

Il paradosso delle offerte di lavoro

Sembra paradossale, ma purtroppo è quanto si sta attualmente verificando, come nel nordest del nostro Paese, il settore industriale corra a velocità doppia rispetto al resto dell’Italia. Industrie dalle quali emergono sempre più offerte di lavoro, a cui però nessuno riesce a rispondere, per mancanza di specializzazione appropriata.

Considerata la crisi degli ultimi anni e la piccola ripresa dei tempi attuali, appare davvero un paradosso che ci siano imprese disposte ad assumere, anche con contratti a tempo indeterminato, ma che nessuno sia in grado di rispondere a tali annunci.