L'evoluzione tecnologia dell'industria tessile in Italia (fonte Kasco srl)
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L’industria tessile rappresenta un settore strategico per l’economia italiana, soprattutto grazie al notevole contributo dato dai nuovi metodi e processi legati allo sviluppo della tecnologia

Anche un ambito manifatturiero molto importante, come l’industria tessile, è soggetto in Italia ad una digital transformation che sta già restituendo grandissimi risultati nel campo della moda 4.0

Origini storiche dell’industria tessile in Italia

In Italia l’industria tessile vanta antiche e nobili origini. Una delle prime regioni a distinguersi nel settore fu la Sicilia, nell’XI secolo, quando era governata dai Normanni. Dal XIII secolo anche in Umbria sorsero importanti centri manifatturieri (Gubbio, Todi, Città di Castello) così come, nel Rinascimento, emerse Firenze quale nuovo polo egemone. Anche l’Italia meridionale vide, nel Settecento, un importante centro tessile a San Leucio, nei pressi di Caserta, specializzato nella produzione di abiti di seta.

Come già la storia, anche il presente parla a favore dell’Italia per quanto concerne l’industria tessile. Il Belpaese, nel 2019, è il principale esportatore di filati di lana, mentre è al secondo posto per le esportazioni di tessuti in seta. Il mantenimento di questo ruolo, nel commercio mondiale, è legato anche all’introduzione progressiva ed efficace della tecnologia nei processi manifatturieri.

Il sub-comparto del meccanotessile

A questo proposito, è lecito parlare anche in Italia dell’esistenza di un sub-comparto, chiamato meccanotessile. Si tratta di un ambito deputato alla creazione dei nuovi macchinari funzionali alla realizzazione di maglie, calzature ed altre tipologie di prodotti finiti. Nel Belpaese tale indotto fornisce lavoro a circa 12 mila persone ed i suoi clienti sono perlopiù esteri e situati nell’Est, come Cina, India e Vietnam. Al momento, l’Italia contribuisce all’l’11% dell’intero fatturato derivante da tale sub-comparto.

L’industria tessile italiana al primo posto per le esportazioni di filati di lana (fonte Magister srl)

Gli operatori del meccanotessile beneficiano della collaborazione di prestigiosi brand internazionali dell’automazione. Ciò che viene fornito, in genere, da questi partner è un vero e proprio pacchetto, formato da robot, PLC e PC industriali, Inverter, pannelli operatori, sistemi di controllo della movimentazione di alta qualità e stampanti 3D.

Meccanotessile ed industria 4.0

Inoltre, il meccanotessile si caratterizza per un’interazione diretta con gli elementi tipici dell’industria 4.0: algoritmi, Intelligenza Artificiale, Cloud. Da tale sinergia si sviluppano aspetti positivi legati anche al rapporto tra azienda e cliente. Ad esempio, un noto brand italiano, come la Marzoli, in Provincia di Brescia, ha sviluppato un customer service digitale guidato da un algoritmo. Quest’ultimo, dopo aver raccolto in Cloud una mole di dati relativi all’intero processo manifatturiero, è capace di informare in anticipo il compratore di eventuali modifiche o contrattempi.

Informazione per gli operatori e formazione per i giovani

Uno degli aspetti da sviluppare maggiormente nell’industria tessile del XXI secolo è sicuramente la formazione/informazione dei suoi operatori. Da questo punto di vista, un modello interessante è rappresentato dal progetto Otir 2020: un Polo di imprese attive nelle province di Prato e Pistoia, che svolge seminari sulle grandi potenzialità offerte dalla digital transformation.

 Molto importante è altresì l’attività svolta da preposti istituti di formazione, che offrono ai giovani neodiplomati preziose opportunità di inserimento professionale nel fashion technology design e nella wearable technology. Ambiti, questi ultimi, in cui si richiede un’elevata creatività, tale da generare prodotti come “George & me”, serie di t-shirt dipinte da Costantinos Miltiadis con una vernice conduttiva che riproduce melodie musicali, e “Synapse”, collezione di abiti da cerimonia a cura di Eliana Guzma, rivestiti da led il cui colore può cambiare in base ad uno smartphone.

Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.