Sanità Digitale: Infermieri-robot: a breve nelle sale operatorie.

Nell’ottica della sanità digitale la sinergia tra informatica e sanità è sempre più evidente. Negli ultimi tempi si sta lavorando alla realizzazione di infermieri-robot da introdurre nelle sale operatorie per facilitare il lavoro chirurgico. Vediamo nello specifico i dettagli dello studio… 

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Nell’ottica della sanità digitale la sinergia tra informatica e sanità è sempre più evidente. Negli ultimi tempi si sta lavorando alla realizzazione di infermieri-robot da introdurre nelle sale operatorie per facilitare il lavoro chirurgico. Vediamo nello specifico i dettagli dello studio… 

Il campo della tecnologia e quello della sanità si incontrano ormai, sempre più spesso, nell’era della quarta rivoluzione industriale, dove le innovazioni digitali in campo sanitario sono andate a convergere nella sanità digitale. Studi sempre più innovativi per favorire la sanità da un punto di vista tecnico sono sempre più diffusi e, secondo gli esperti, porteranno grandi agevolazioni nei prossimi anni.

Un nuovo studio condotto dai ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Università di Tecnologia di Delft, nei Paesi Bassi, e pubblicato dalla rivista “Frontiers in Robotics and AI” ha affermato che prossimamente potremmo vedere nelle sale operatorie infermieri-robot con il compito di fornire assistenza ai chirurghi.

Ma parlare di infermieri-robotici può sembrare strano. Come può un robot sostituire un essere umano? Come può uno strumento digitale avere la stessa attenzione, la stessa umanità e lo stesso rigore di un essere umano? Quale può essere il vantaggio di utilizzare un robot per svolgere un lavoro infermieristico che un infermiere umano, specializzato e competente, non può portare?

La scienza sembra ritenere che il lavoro preciso, meccanico e standardizzato possa essere positivo in determinate situazioni, addirittura migliore di quanto possa essere il lavoro umano.

Gli scienziati, infatti, ritengono che robot capaci di imitare il comportamento degli esseri umani potrebbero essere fondamentali nella cooperazione con altre persone, che affrontano quotidianamente lavori che comportano quote di stress elevato, come durante gli interventi chirurgici.

L’esperimento infatti si è posto come obiettivo quello di dimostrare che i robot possono svolgere gli stessi movimenti degli esseri umani.

Gli studiosi hanno, infatti, fotografato numerosi movimenti di una persona che imitava il modo in cui vengono consegnati gli strumenti ad un chirurgo durante le operazioni in sala operatoria.

Queste immagini sono state successivamente caricate nella rete neurale di un braccio robotico, che è stato poi portato, da un addetto umano, a riprodurre le azioni rappresentate nelle foto.

Anche se i movimenti dell’umano e quelle del robot non erano perfettamente uguali, sono però apparsi fondamentalmente simili.

In un secondo momento, è stato chiesto a molte persone di giudicare, osservando attentamente i movimenti del robot, se questi potessero essere considerati movimenti “biologicamente ispirati”.

In poche parole dovevano capire se il robot avesse imparato ad imitare in maniera appropriata i comportamenti umani. Il 70% dei soggetti coinvolti ha ritenuto che fosse proprio così.

Gli scienziati hanno quindi giudicato questi risultati promettenti, anche se, è evidente, che sono fondamentali ulteriori studi per confermarne la validità, prima di progettare una sperimentazione più specifica.

Questo studio si inscrive in un filone di ricerche di esperti, i quali ritengono assolutamente positiva la collaborazione tra esseri umani specializzati e robot nel lavorare congiuntamente, soprattutto in situazioni cariche di stress oppure in situazioni ad alto rischio, come ad esempio durante gli interventi chirurgici, per poter garantire una maggiore sicurezza.

Si ritiene, infatti, che in queste situazioni, la tecnologia possa essere considerata uno strumento valido per offrire aiuto agli esseri umani, dal momento che i robot non si stancano, non sono emotivamente coinvolti e possono compiere movimenti precisi e standardizzati.

Chiaramente l’obiettivo di questi studi non è quello di sostituire il lavoro degli esseri umani con quello dei robot, ma di integrare le capacità umane con i vantaggi e le possibilità offerte dalla robotica.

La Dottoressa Elena De Momi, direttrice dello studio, ha infatti affermato: “Sono convinta che i collaboratori robotici potranno modificare profondamente il mercato del lavoro, ma non ruberanno opportunità d’impiego.

Serviranno soltanto a ridurre il carico di lavoro e a ottenere prestazioni migliori in diversi compiti, dalla medicina alle applicazioni industriali”.