Innovazione tecnologica 2020
adv

Il Governo punta sull’innovazione tecnologica col credito d’imposta 2020: come potrebbe cambiare la società nei prossimi 5 anni

Un nuovo credito d’imposta per sostenere le aziende che vorranno seguire la strada dell’innovazione tecnologica: è quanto ha previsto il Governo nella Legge di Bilancio 2020, allo scopo di promuovere e facilitare la modernizzazione del Paese. L’obiettivo è quello di rendere il sistema Italia all’altezza delle sfide che lo attendono nei prossimi anni. Il mondo procede spedito sulla strada della quarta rivoluzione industriale, basata su connessione, robotica, programmazione, incrocio tra risorse fisiche e virtuali. Si tratta di un appuntamento da non mancare assolutamente.

Il credito di imposta per sostenere l’innovazione tecnologica: come funziona

Il credito d’imposta per l’innovazione tecnologica si inserisce nel più vasto filone di contributi destinati a ricerca e innovazione per le imprese. Si tratta di una misura che prevede due scaglioni. Il primo è destinato all’innovazione tecnologica “classica” e prevede un credito d’imposta pari al 6% sul totale dell’investimento. Nel caso in cui si intenda procedere verso obiettivi di innovazione digitale 4.0 il credito d’imposta sale invece al 10%. Stesso discorso per le aziende che perseguano obiettivi di transizione ecologica (abbandono dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili, green economy, orientamento delle attività nel rispetto dell’Accordo di Parigi, etc.).

Il tetto del credito d’imposta 2020 per sostenere l’innovazione tecnologica è pari a 1,5 milioni di euro.

Le attività ammissibili all’ottenimento del credito d’imposta non si limitano solo a quelle relative all’introduzione di processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati. Rientrano tra le spese ammissibili alla determinazione del credito d’imposta quelle per il personale (se under 35), per l’acquisto di software e beni materiali mobili necessari all’innovazione tecnologica, le spese per i contratti, le spese per le consulenze, quelle per l’acquisto di materiali e forniture.

Verso una società radicalmente nuova

Gli obiettivi del Governo, fissati in un piano quinquennale, sono piuttosto ambiziosi. Allo scopo di spingere il sistema Italia decisamente sulla strada della modernizzazione e dell’innovazione tecnologica si punterà su pubblica amministrazione e sviluppo dell’high-tech. Entrambi questi traguardi dovranno essere raggiunti mediante modelli di sviluppo innovativi e sostenibili.

Per quanto riguarda il settore pubblico, si punta a raggiungere il 100% di digitalizzazione in un quinquennio. Entro il 2025 la pubblica amministrazione dovrà cioè essere divenuta completamente digitale. Ogni cittadino dovrà avere la sua identità digitale personale. Non sfugge la difficoltà di ottenere un cambiamento tanto radicale in settori affetti da atavici ritardi e lentezze burocratiche quali, ad esempio, quello della giustizia. Comuni, scuole, ospedali, trasporto pubblico, sono altri settori da rinnovare profondamente.

Per sviluppare servizi innovativi, basati sul contributo decisivo dell’intelligenza artificiale, sono già in programma progetti pilota da sviluppare in realtà più ristrette come i piccoli borghi.

Per quanto riguarda il mondo imprenditoriale, oltre a bonus ed incentivi come il credito d’imposta, si promuoverà l’innovazione tecnologica creando una rete di collaborazione tra le imprese. Il vantaggio di questo modello collaborativo è quello di non escludere le imprese più piccole dall’accesso alle tecnologie più innovative, che sono anche le più costose. I settori su cui si punta maggiormente sono quelli di robotica, guida autonoma, cybersecurity e intelligenza artificiale. Fondamentale il contributo infrastrutturale offerto dalla banda ultralarga e dalle reti di quinta generazione.

Non meno importante sarà un programma di educazione tecnologica da impartire nelle scuole, senza tralasciare però il mondo della terza età.