A Napoli un seminario sulla mobilità elettrica
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Importante momento di confronto nel seminario organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, su inquinamento ambientale e sostenibilità della mobilità elettrica

“Il motore del 2000 sarà bello e lucente. Sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato.  Avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina e lo potrà respirare un bambino o una bambina…”. Sono le parole di una famosa canzone, “Il Motore del 2000”, di Lucio Dalla, che nel 1992, fu scelta come colonna sonora per lo spot pubblicitario della Fiat Uno Fire.

Presso la sede dell’ENEL di Napoli, si è tenuto, nella mattinata di lunedì 3 dicembre, il seminario, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, per l’aggiornamento per la  formazione professionale, dal titolo: “Inquinamento e smog nelle grandi città: la mobilità elettrica può essere una soluzione?”

Una problematica ancora evidente

Dall’inizio del nuovo millennio sono trascorsi quasi diciotto anni, ma la speranza di quel motore della canzone di Dalla, anche se qualcosa si sta iniziando a muovere, appare ancora di difficile realizzazione, visto che le emissioni CO2 (anidride carbonica), prodotte da auto e furgoni, superano il 15%.

Interventi

I lavori del seminario sono stati aperti da Mauro Tedeschini, ex direttore di Quattroruote e fondatore di www.vaielettrico.it, la community della mobilità elettrica in Italia, il quale si è soffermato sull’importanza legata a tale tematica nel nostro paese e su quanto ENEL stia investendo in Italia e nel mondo in questo settore.

A seguito, è intervenuto Dino Marcozzi, Senior Advisor dell’Associazione Motus-E, che, nata lo scorso 18 maggio, è la prima aggregazione italiana a riunire operatori industriali, filiera dei trasporti, mondo accademico, consumatori e movimenti di opinione per favorire la transizione verso un concetto più sostenibile di mobilità, in un contesto in cui le tecnologie e la trasformazione digitale giocano un ruolo fondamentale. Il suo intervento si è incentrato sulle problematiche inerenti alla crescita lenta della mobilità elettrica in Italia, dovuta al fatto che non vi è una legislazione unica e chiara in materia, visto che i regolamenti che disciplinano questo argomento sono diversi da comune a comune.

L’intervento di Luigi De Rocchi, R&D di Cobat, che è un consorzio privato, senza scopo di lucro, che in 30 anni di storia si è affermato come protagonista della Green Economy Italiana, contribuendo alla tutela dell’ambiente e alla salute dei cittadini, si è focalizzato sul ruolo che hanno le batterie al litio, che oggi hanno un ruolo fondamentale per la mobilità elettrica, soprattutto nel  trasporto pubblico. Purtroppo ha evidenziato che in Italia non esistono impianti per il trattamento ed il recupero di queste batterie, che esse vengono inviate in impianti esteri e che per questo motivo c’è un progetto tra Cobat, CNR e Politecnico di Milano per individuare una tecnologia efficace, efficiente ed ecosostenibile per il riciclo e il trattamento delle batterie al litio.

Successivamente vi è stato l’intervento di Valerio Rossi Albertini, del CNR, nonché professore di divulgazione scientifica, presso l’Università di Roma Tor Vergata. Il focus del suo intervento si è incentrato sulle problematiche inerenti all’inquinamento ambientale e sulle conseguenze che questo ha sull’ecosistema e sulla nostra salute. Purtroppo l’Italia, che è il paese più inquinato d’Europa, ha il triste primato per morti e malati per malattie non solo respiratorie, ma anche al sistema neurovegetativo, dovute all’inquinamento ambientale ed in particolare all’aumento costante e pericoloso delle polveri sottili presenti nell’aria. Esse sono pericolosissime, in quanto, penetrando nel nostro organismo e non potendo essere “combattute” dal nostro sistema immunitario, possono contaminare qualsiasi tipo di cellula del nostro corpo.

L’ultimo intervento è stato di Alberto Piglia, responsabile di e-Mobility Enel X, la società dedicata allo sviluppo della mobilità elettrica e dei servizi digitali per clienti, città, aziende e Pubblica Amministrazione. Piglia si è soffermato sugli investimenti non solo finanziari, ma anche umani che Enel ha fatto in questi anni in un comparto che si sta evolvendo e migliorando sempre di più, con la costruzione di veicoli che garantiscono una corretta ed adeguata sicurezza negli spostamenti quotidiani. Ha sottolineato che l’Italia ha ancora tanto da fare in materia di mobilità elettrica e che Enel X, entro il 2022, installerà nel nostro paese 28mila punti di carica (Point of Charge – POC) per soddisfare le esigenze di chi ha voluto e vorrà affidarsi alla mobilità elettrica.

Obiettivi e conclusioni

Il Parlamento Europeo, lo scorso 3 ottobre, ha approvato una proposta di una riduzione delle emissioni di CO2 del 20% entro il 2025 e del 40% entro il 2030. Inoltre per favorire l’ incentivazione dell’utilizzo di vetture elettriche o ibride ha chiesto che dal 2030 il 35% delle auto nuove vendute abbia queste caratteristiche.  Sulla carta, rimane una proposta perché essa non è ancora legge. L’industria automobilistica dovrà sempre di più focalizzare ed intensificare la sua attenzione nei confronti dei veicoli elettrici. La notizia di questi giorni che la FCA produrrà presso lo stabilimento di Mirafiori la 500 elettrica e che in Italia, entro il 2019-2021, verranno lanciati oltre che a tredici nuovi modelli o restyling di quelli esistenti, ma anche e soprattutto nuove motorizzazioni con tecnologia ibrida ed elettrica, va nella giusta direzione. Inoltre risultano indispensabili fattori quali le nuove tecnologie digitali, nuove soluzioni energetiche innovative e soprattutto un nuovo ed efficiente piano di infrastrutture.  In questo contesto, anche la formazione professionale può e deve avere il suo ruolo fondamentale. Essa deve essere considerata un elemento imprescindibile non solo nel favorire l’affermazione di nuove figure lavorative, ma che possono, oltre a dare un impulso maggiore all’occupazione, migliorare la produttività e l’attrattività  delle imprese, le quali possono apportare benefici alla green economy (necessari per l’ambiente e la nostra salute) ed allo sviluppo economico e sociale del territorio dove sono presenti.

Antonio Cartagine