Unione Europa
Nell'Unione Europa gli insegnamenti non sembrano essere giunti
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Gli insegnamenti, nella vita di ognuno di noi, dovrebbero servire a crescere e a migliorare. Purtroppo alcune esternazioni recenti di politici vanno nella direzione opposta

Tra i tanti errori commessi ho cercato di capitalizzare, anche se certamente in modo approssimativo, qualche positività. Mi è parso di capire, ad esempio e secondo il mio modesto e limitato comprendonio, che quanto più si ritiene indiscutibile l’intelligenza di un uomo, tanto più è probabile che ci sia qualche problema di “fanatismo” nella massa.

Certo l’entusiasmo è sempre un aspetto positivo, ma, a volte, stride in maniera assai “cacofonica” con la realtà dei fatti. Fatti drammaticamente veri e sotto gli occhi di tutti o, almeno, di chi vuole e riesce a vederli.

L’importanza degli strumenti social

Gli strumenti social, di cui ci serviamo, li ritengo, a torto o a ragione non saprei, qualcosa con cui “pariare” con amici, conoscenti e persone che, in qualche modo, hanno con noi intrattenuto un qualunque minimo rapporto di educata e simpatica cordialità.

Il “pariare” in argomento è di certo esteso a relazionarsi e informarsi. Tuttavia, non si può negare che taluni di noi si “trastullano” nel “notiziarci” di gite, eventi, fatti, accadimenti, viaggi, escursioni, passatempi ed iniziative di una certa mondanità che, nel complesso, denotano anche, per fortuna di coloro che possono, una certa “propensione al consumo” (cfr. un qualunque testo di economia politica).

Orbene, fermo restando libertà assoluta di pensiero e di parola, mi chiedo, sempre più spesso, se coloro che tanto osannano, oggi, “ intelligenze superiori”, sono consapevoli che ci potrebbe essere qualcuno cui non piace molto essere considerato un cervello passivo.

Dove sono le intelligenze superiori?

Ho la sensazione come se si stesse giocando con il risultato, speriamo positivo, di investimenti improvvisi sul mercato dei derivati, oppure come fossimo seduti davanti ad una slot machine sperando nella combinazione vincente. Dove sta l’intelligenza superiore?

Certo…nel fatto che qualunque cosa possa accadere si sta sempre coperti da un alibi. Di tempo, di scelte e di uomini. Insomma il buon “osannato” sta in una botte di ferro. Più “democristiano” di così…non saprei. E, per favore, non venitemi a parlare di sinistra, PD e altre “storielle” del genere.

Reputo e immagino che, tanto per rimanere del contesto di “assoluti” appartenenti e militanti a un “monocolore” ormai sbiadito, inesistente e ad un ideale che fu, tali Enrico, Palmiro, Tina, Pietro, Nilde ecc… si aggirino – in spazi eterni – accompagnati da altri tizi…tipo Aldo, Amintore, Alcide, Giulio ecc… e perché no? Penso anche con uno di nome Giorgio, e tutti insieme stiano “rinascendo” dal ridere.

Il caso del Coronavirus

Oggi siamo ad augurarci come l’esperienza che l’Italia sta maturando, purtroppo, nella lotta al Coronavirus, sarà di esempio all’Europa. I mercati finanziari, intanto, guardano al futuro; incitano i Governi affinché si coordino per aiutarne e agevolarne l’economia, auspicando un atteggiamento collaborativo della BCE.

E, invece, l’attuale Presidente che combina? Si lancia in affermazioni infelici. Proprio mentre l’Italia affronta una battaglia contro la peggiore pandemia, da oltre mezzo secolo a questa parte (l’ultima che causò numerosi decessi fu “Influenza Hong Kong” nel 1968) , lancia strali sull’economia del Bel Paese. “Non siamo qui per sostenere lo spread” ha detto la francese; esattamente il contrario del “ad ogni costo” di Mario Draghi quando, nel 2012, dichiarò che avrebbe fatto qualunque cosa per difendere la moneta unica europea, in un frangente in cui tutto era contro Italia e Spagna, nell’attesa che l’euro andasse in frantumi.

[Articolo tratto dalla pagina Facebook PressHoney]