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Rispetto delle regole in attesa della ripartenza

E’ un Paese che ha fretta, abbiamo assistito a scene assai deprecabili, ma tra il contesto “protestante” ci stava di tutto; dalla mancanza di rispetto delle regole, alla lotta alla mascherina; da valutazioni approssimative, ad un’opinione pubblica assai confusa.

Serviva, non serviva; è utile, non è utile; dagli ultimi studi sembra, finalmente, che il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento sociale e la protezione individuale (proprio la mascherina) siano elementi fondamentali, per il prosieguo del buon esito. Emerge, osservando tali accorgimenti, una riduzione del 50% del rischio.

Ci sono, indubbiamente, aspetti problematici che, artatamente, vengono complicati dal “travestimento” politico; lavorare sui singoli aspetti deve essere la prerogativa principale. Intanto, la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali sta approntando un’informativa, da inoltrare alla magistratura, sugli insulti al Presidente della Repubblica, registrati durante le manifestazioni del 2 giugno.

Il fatto indiscutibile, da quanto si è verificato, sta nella assoluta mancanza dell’insegnamento. Insomma la “scuola” manca e, in certe occasioni, il livello assai “limitato”, dal punto di vista  comportamentale, è preoccupante.

Il piano di recupero, tra auspici e preoccupazioni

La motivazioni devono essere chiare, gli scopi precisi e le destinazioni documentate; queste le necessarie caratteristiche per poter usufruire degli aiuti Europei. Non saranno sostegni in una soluzione unica, ma perverranno in più ratei e, a quanto è dato capire, anche diluiti in tempi non brevi.

L’INPS, tuttavia, ha annunciato 275000 posti di lavoro in meno per il mese di maggio e, sicuramente, nei  prossimi mesi la situazione non migliorerà; al di là di proclami e discorsi imperniati sull’ottimismo e la fiducia, la rabbia sociale sembra davvero prossima ad esplodere.

Dal 3 giugno non ci sono più restrizioni, il turismo potrebbe trarre giovamento, ma la ritrovata socialità – seppure incentrata su indispensabili cautele – deve coniugarsi con la capacità economica; il fatto è strettamente collegato. Se manca la liquidità, non si può immaginare di riprendere una vita sociale recante benefici.

I ritardi, assai consistenti, sono stati riconosciuti, ma lavorare sullo snellimento è ancora solo un auspicio senza riscontro. La lotta alla burocrazia deve essere concreta, gli ostacoli debellati e le resistenze passive sradicate, per raggiungere rapidamente gli obiettivi.

Bisogna favorire la nascita di nuove realtà economiche, non si può ancora tollerare che non ci sia un’azione mirata con un piano di interventi, con tempi certi e dirimenti interventi. Rilanciare un Paese, dalla base, significa intervenire sulla liberalizzazione e sulla chiarezza del fare, dell’agire e, quindi, sulla efficacia degli investimenti.

Si annunciano riforme fiscali radicali, innovazioni, semplificazioni, realizzazioni di infrastrutture afferenti l’alta velocità e il raddoppio di linee ferroviarie, un ristrutturazione di reti viarie, riordino della giustizia, incremento di imprese 4.0, creazione ed ampliamento di reti telematiche.

Una serie di annunci, ma adesso le attese per le attuazioni non possono andare deluse. Un’osservazione appare inevitabile: le premesse, per un fattivo dialogo, appaiono abbastanza problematiche. La “potenza economica” annunciata in arrivo deve avere una specifica, imprescindibile, finalità: rilanciare l’Italia. Appunto.

Auguri a noi.

Raimondo Miele.