Luigi Mascilli Migliorini (Fonte Flickr.com)
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Discutendo a tutto tondo di Storia con il docente universitario e Presidente SISEM Luigi Mascilli Migliorini

Il Presidente della SISEM (Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna) e Professore dei corsi di Storia del Mediterraneo moderno e contemporaneo e di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale“, Luigi Mascilli Migliorini, ci ha concesso un’intervista, nella quale abbiamo discusso a tutto tondo di Storia

Conferenza sul Bicentenario della Rivoluzione del 1820-1821

Il Professor Migliorini è intervenuto ieri, 1° luglio, al convegno “1 Luglio 1820 – 1 Luglio 2020. Un Bicentenario da rivisitare. La Rivoluzione del 1820-1821 nel Regno delle Due Sicilie”, che si è tenuto nel Carcere Borbonico di Avellino. 

Il Professore ha discusso, in questa occasione, della  crisi europea che si è venuta a sviluppare durante il 1820. 

Siamo riusciti a intervistarlo proprio in questa occasione. 

D: La Rivoluzione del 1820-1821 cosa ci ha lasciato nel Presente? 

R: La Rivoluzione del 1820-1821 è conosciuta anche come la Dimenticata, perché rispetto ad altri eventi che hanno riguardato Napoli e il Mezzogiorno come ad esempio i Fatti occorsi nel 1799  e le Quattro Giornate o l’Impresa di Garibaldi, non è particolarmente nota al grande pubblico.

In realtà ha molto da insegnarci soprattutto per quanto concerne il neoborbonismo, movimento che permea Napoli e il Sud Italia.

La Rivoluzione del 1820 fu sin dall’inizio permeata di fiducia verso i Borboni e re Ferdinando I delle Due Sicilie. 

Si parla spesso di tradimenti, complotti nei confronti dei Borbone. Questa rivoluzione dimostra che i primi a “tradire” furono proprio questi ultimi

D: Rispetto a quanto sta accadendo nell’Occidente, con il tentativo di cancellare una parte della nostra Storia, cosa ne pensa Lei in quanto Storico? 

R: Cari lettori uno storico sa bene che statue, edifici, monumenti hanno cambiato “pelle” numerose volte, venendo anche spesso abbattute e distrutte. Il caso più celebre sono le statue dei sovrani francesi, che si trovavano a Notre Dame, e che furono decapitate dai rivoluzionari francesi. Da storico non mi sorprende quindi che, in ogni epoca storica, si tenda a “plasmare” la toponomastica e la memoria. 

Nella nostra Napoli, ad esempio, Piazza Dante ha cambiato fisionomia più volte nel corso del tempo, così come Via Roma ha cambiato nome molte volte. 

Per tutti questi motivi, dunque, non possiamo meravigliarci di quanto sta accadendo in Occidente in questi tempi. 

La Storia ci serve a comprendere fatti complessi accaduti nel corso del tempo. Una Rivoluzione opera sempre una sorta di semplificazione di quanto occorso in precedenza. 

Così però riduciamo fatti complessi in semplificazioni che non ci aiutano a comprendere noi stessi. 

D: L’accesso agli archivi e alle biblioteche è resa molto complessa a causa del Coronavirus. Una situazione inaccettabile per quanto concerne la ricerca storica. Professor Luigi Mascilli Migliorini, in quanto Presidente SISEM, cosa pensa a riguardo? 

R: Nel pomeriggio di oggi, dalle 16.00 alle 18.00, ci sarà un webinar (un seminario online) dedicato ad archivi e biblioteche, organizzato proprio dalla SISEM. Vi parteciperanno, tra gli altri, Gaetano Manfredi (Ministro dell’Università e della Ricerca) e l’ex Sottosegretario ai Beni Culturali Giampaolo D’Andrea. 

Sono convinto che questa questione vada ben al di là della tutela dei Beni Culturali. 

I musei, le pinacoteche sono trainate da una crescente domanda da parte del pubblico. Una situazione solo in parte vissuta dalle biblioteche e dagli archivi. 

Questi ultimi sono utilizzati e vissuti dagli operatori della ricerca, quindi sono, al contempo, soggetto e oggetto. 

Questo vuol dire che il Ministero della Ricerca non può rimanere estraneo alla valorizzazione di questi luoghi della ricerca e della cultura

I Beni Culturali e la Ricerca sono i due ministeri che devono prendere in mano la situazione. 

Il personale degli archivi e delle biblioteche deve, in gran parte, andare in pensione. Chi prenderà il loro posto? 

Da non dimenticare le nuove modalità di fruizione degli archivi e delle biblioteche, ovvero la digitalizzazione. 

Aspetto importante ma che non deve diventare un totem, visto il patrimonio enorme che possediamo e che non può essere facilmente digitalizzato. 

La Storia non è così semplice come avete potuto constatare e la sua fruibilità non è di immediata attuazione. 

Ringraziamo il Professor Migliorini per la disponibilità e la cortesia. 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.