Israele
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Elezioni Israele: sia Netanyahu che Gantz rivendicano la vittoria, ma il “gioco” delle alleanze apre vari scenari.

Elezioni Israele

Situazione paradossale quella durante le elezioni in Israele: il premier uscente Netanyahu festeggia la vittoria, ma per gli exit poll la situazione è paritaria con il partito di Gantz che si avvicina ad essere il primo del paese.

Una giornata di voto sostanzialmente scarna (minore affluenza anche rispetto alle precedenti elezioni) ed una tendenza a preferire i partiti di destra e conservatori. Il generale Binyamin Gantz, tra l’altro, era al comando delle ultime due campagne contro Gaza.

Gioco di poltrone

Come già detto, entrambi gli schieramenti hanno esultato per i provvisori risultati degli exit poll, ma chi avrà più possibilità di guidare il paese?

Il premier uscente, che punta al quinto mandato, sembrerebbe aver già preso contatti con i leader più ortodossi, facenti parte di United Torah Judaism e Shas, ottenendo una risposta favorevole alla composizione di un nuovo governo.

Non tutti sono così favorevoli al vecchio premier

E per chi si è prontamente pronunciato favorevole, c’è anche chi ha deciso di aspettare l’esito delle elezioni finale: Avigdor Lieberman, alla testa del partito Yisrael Beiteinu, ha fatto sapere che si pronuncerà solo a risultato confermato. Di differente avviso è stato Moshe Kahlon, rifiutando l’alleanza del suo partito, Kulanu.

Certezze

Nonostante non sia ancor ben chiaro chi salirà al governo, una cosa è certa, ed è ben chiara anche ai palestinesi: la maggioranza del popolo israeliano (alle urne l’affluenza è stata del 61,3%) ha scelto di appoggiare una scelta di occupazione del territorio, allontanando bruscamente una possibilità di pace con i “vicini”.

Crollo del partito laburista

Il partito laburista di Avi Gabbai, reduce da un ottimo risultato riportato alle politiche del 2015 in cui alla guida del partito vi era Isaac Herzog, oggi sembra poter disporre, almeno a quanto affermano i sondaggi attuali, esclusivamente un numero di 7-8 deputati su 120 all’interno della Knesset.

Il peggior risultato mai ottenuto dal partito, stando anche alle parole di Shelly Yechimovic, dirigente laburista.