Jeff Bezos ad un incontro di lavoro (Fonte Flickr)
Jeff Bezos ad un incontro di lavoro (Fonte Flickr)
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Jeff Bezos è risultato essere il maggior filantropo statunitense nel corso del 2018

Spesso si pensa che chi sia ricco non abbia cuore o che comunque non sempre sia interessato a condividere le sue fortune con chi è stato meno fortunato o meno capace di lui.

Per fortuna non sempre è così. Il caso di Jeff Bezos lo dimostra.

Due miliardi di dollari in beneficenza

Il plurimiliardario fondatore di Amazon non solo è l’uomo più ricco del globo ma è anche uno tra i più generosi. Secondo quanto riporta il Chronicle of Philanthropy, Jeffrey Preston Bezos è in cima alla lista dei 50 maggiori filantropi statunitensi (per l’anno 2018).

Risulta, infatti, che Bezos ha donato due miliardi di dollari statunitensi per “cause degne”, tramite la fondazione benefica Bezos Day One Fund, fondata da lui e dalla sua ex moglie.

Beneficenza per chi?

La fondazione della famiglia Bezos appoggia, finanziariamente, organizzazioni no profit dedite a sostenere i poveri e i senza fissa dimora. Inoltre promuove l’istruzione prescolare nelle famiglie a basso reddito.

Gli altri principali benefattori

Gli altri benefattori, pur avendo donato somme considerevoli, sono molto indietro rispetto a Bezos. Il secondo risulta essere Michael Bloomberg, famoso ex sindaco di New York, il quale ha elargito 767 milioni di dollari in favore di progetti concernenti la salute, l’educazione, l’arte e l’ambiente.

In terza posizione troviamo Pierre Morad Omidyar e la moglie Pamela Kerr, proprietari di eBay. Hanno deciso, sempre nel corso del 2018, di sostenere organizzazioni non governative, promuoventi l’impegno civile e la democrazia, con la cifra di 392 milioni.

Solo, si fa per dire, al settimo posto troviamo Mark Zuckerberg, il quale ha donato, a diversi enti benefici, 213 milioni di dollari.

Nota dolente

Rispetto al 2017, abbiamo l’obbligo di rilevare per l’anno passato una nota dolente. Nel 2018 la cifra complessiva delle donazioni è giunta a 7 miliardi e 800mila dollari, molto meno dei 14 miliardi e 700mila dollari raggiunti l’anno precedente.

Speriamo che, nel 2019, i benefattori siano più generosi.

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.