Kasparov non dobbiamo temere i robot, l’intervista a Sky
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Garry Kasparov non crede che le innovazioni tecnologiche possano influire negativamente sulla società, le parole a SkyTg 24

Kasparov: “Non dobbiamo temere gli effetti dei computer sulla società

Questo futuro ha ancora da offrire lavoro?
I computer, i robot, la tecnologia, possono davvero sostituire definitivamente gli esseri umani?
Ha spiegato il proprio punto di vista, a SkyTg 24, Garry Kasparov: noto campione di scacchi.
Perché proprio a lui?
Era il 1997, si gareggiava contro “Deep Blue”: la sfida che è diventata, senza ombra di dubbio, il duello più famoso e avvincente tra uomo e “macchina”.
Così commenta alle domande dei giornalisti di Sky: “I lavori persi saranno sostituiti da altre mansioni”, poi lancia una sfida alle nuove generazioni: “I computer non devono essere vissuti come una minaccia, ma come una sfida”.

Dopo le parole di Kasparov, analizziamo quanto il mondo sia involuto nella tecnologia

È palese, biglietti online, partite in pay per view, bonifici effettuati prevalentemente su internet.
Copie fisiche dei cd, siamo passati dai vecchi “45 giri”, allo streaming digitale, senza contare “musicassette”, cd e walkman, solo per citarne alcuni.
Internet è diventata, ormai, il più grande luogo di scambi e di “vita” nel mondo virtuale; macchine, algoritmi e “bot” sostituiscono le persone in carne e ossa.

Qualche anno fa gli operai ne risentirono, colletti blu in protesta, si pensava che chi lavorava in aziende manifatturiere, perdendo il posto di lavoro, lo avrebbe trovato in altri settori: ma la strada è ancora in salita.
I colletti bianchi pure, oramai, devono stare “attenti”: da “medici robot” e “giornalisti software”.
Il World Economic Forum ha attestato che, nel prossimo triennio, robot e tecnologie affini, rileveranno un ulteriore 13% del lavoro globale umano.
Una differenza? Le macchine si vendono, fanno parte degli scambi economici, gli esseri umani (invece, almeno) no.