Klimt Experience
adv

Da circa due mesi è allestita a Napoli, nella magnifica location rappresentata dalla Basilica dello Spirito Santo, la mostra Klimt Experience, dedicata al celebre pittore della Secessione Viennese

Gustav Klimt nacque in Austria, a Baumgarten, nel 1862: avendo mostrato sin da bambino grandi capacità creative nella produzione di opere in ceramica e di mosaici, fu ammesso in età adolescenziale alla Scuola d’arte e mestieri di Vienna. Entrando, poi, da studente universitario, in contrasto con la rigidità dei canoni tradizionali accademici, fu tra i fondatori della cosiddetta Wiener Sezession, ovvero la Secessione Viennese. L’obiettivo del nuovo gruppo fu di rinnovare tutto il sistema delle arti, dalla plastica alla pittura, sino ad arrivare all’artigianato ed all’architettura, secondo una prospettiva eclettica nella quale potessero armoniosamente dialogare tra loro. Particolarmente influenzato dai principi artistici dell’impressionismo nell’ultima fase della sua carriera, Klimt morì nella capitale austriaca nel 1918 a causa di un ictus.

Klimt Experience, una mostra diversa dai soliti canoni

Klimt Experience, come già si potrebbe intuire dal titolo, è una mostra che intende superare il concetto tradizionale di mostra, mirando a fornire al visitatore un’esperienza coinvolgente ed affascinante anche attraverso gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. All’interno dell’ampia e suggestiva Basilica dello Spirito Santo di Napoli, dopo una prima sala contenente pannelli descrittivi miranti a riassumere la vita e la poetica del grande artista austriaco, il visitatore entra nella cosiddetta Sala Immersiva: qui, anche sedendosi su larghe e comode poltrone, può assistere alla proiezione a parete di riproduzioni megalografiche di diverse sue importanti opere, curate dal regista Stefano Fake e scelte del critico Sergio Risaliti. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera contribuisce senz’altro un sottofondo musicale composto da sinfonie di Beethoven e da opere di altri maestri dell’Ottocento.

Klimt Experience e l’immersione nella Realtà Virtuale

Tra gli elementi più interessanti di Klimt Experience, vi è sicuramente la possibilità di vivere una vera e propria immersione in alcuni quadri del pittore mediante la Realtà Virtuale. Indossando un comodo visore Samsung Gear, lo spettatore viene catapultato nella riproduzione di una sala museale sulle cui pareti sono esposte talune opere del pittore. Rivolgendo, ad esempio, lo sguardo verso “Il Bacio”, si ha modo di assistere alla disgregazione delle singole decorazioni presenti sugli abiti dei due amanti abbracciati, scendendo poi in profondità nello scandagliare il giallo dello sfondo caratterizzante il quadro. Una stessa vivacità di colori caldi emerge altresì nella visualizzazione del Ritratto di Adele Bloch Bauer e di altre opere aventi come protagoniste le donne. Infine, tale procedimento di scomposizione 3D della materia riguarda anche il celebre capolavoro de “L’albero della vita” ed altre produzioni aventi come tema la natura, rappresentata nel suo intreccio spesso enigmatico di immagini e simboli.

Klimt Experience, inaugurata lo scorso 20 ottobre, sarà aperta al pubblico sino al prossimo 3 febbraio, rappresentando così una delle attrattive offerte dalla città di Napoli a turisti e residenti durante l’intero periodo delle festività natalizie.

Avatar
Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.