Mario Cinti della Chiesa di Napoli
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La Chiesa di Napoli ha deciso di mandare un forte messaggio contro la piaga dell’alcolismo minorile e giovanile

MCC (Movimento Crescita Civile) – Comitato Genitori No Alcol, presieduto dall’Avv. Gerardo Avallone, ha invitato al convegno del 31 gennaio 2020 dal titolo “Non bevetevi la Vita, non fate gli Sbronzi” sia Don Salvatore Giuliano, Parroco della Basilica di San Giovanni Maggiore sia Monsignor Mario Cinti, Vicario Episcopale per il Laicato.

La presa di posizione della Chiesa napoletana

La piaga dell’alcolismo giovanile è molto sentito nella Chiesa partenopea. Ad esempio, Don Giuliano ha aperto le porte della sua chiesa anche la notte ai ragazzi ubriachi per impedire che questi ultimi possano danneggiare loro stessi e gli altri. Sono molti i giovani che entrano nella Basilica anche solo per un conforto, un sorriso.

Per Mons. Cinti l’iniziativa intrapresa dal Movimento Crescita Civile è meritoria in quanto affronta un problema che coinvolge, bene o male, moltissimi giovani e minorenni. Questi ultimi si ritrovano vittime di un reale e grave vizio che può trasformarsi in dipendenza.

Come affronta la Chiesa questa piaga sociale?

Tramite la Consulta dei Laici, le parrocchie e gli oratori la Chiesa fornisce ascolto e consigli alle persone che, in un modo o nell’altro, vivono il dramma dell’alcolismo.

Proprio grazie a questa vera e propria stazione di ascolto privilegiato la Chiesa si è resa conto dell’inderogabile necessità di “dedicare un adeguato spazio di riflessione, di sensibilizzazione e di studio alla problematica dell’alcolismo”.

Un adeguato spazio di riflessione

La sensibilizzazione, la riflessione e lo studio della dipendenza dall’alcol devono avere uno spazio ad hoc, così da poter comprendere e sconfiggere i danni morali, economici e fisici che il bere troppo produce.

Un luogo di incontro può essere costituito dal MCC e proprio per questo motivo la Chiesa approva e sostiene le iniziative del Comitato Genitori No Alcol.

L’alcolismo è un grave problema sociale. Per sconfiggerlo è necessario assolutamente unire tutte le forze sociali e politiche. Un primo passo, questo incontro, verso questa auspicata direzione che porterà presto dei buoni frutti.

Un invito, questo, che facciamo nostro.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.