La chimica sostenibile e le aziende che perseguono la Responsible Care
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Coniugare innovazione, produttività e profitto è possibile salvaguardando allo stesso tempo gli ecosistemi del pianeta

Secondo la Federchimica, le aziende chimiche associate che adottano la Responsible Care perseguono le tre P della sostenibilità: Persone, Pianeta e Prosperità

Il Rapporto Responsible Care

La Federchimica, nel corso del 25° rapporto annuale Responsibile Care di Rimini, ha illustrato i risultati del programma volontario che l’industria chimica italiana condivide a livello mondiale con le leader del settore.

Lo slogan della manifestazione è quasi una professione di intenti: migliorare il mondo attraverso le tre “P”, ovvero Persone, Pianeta, Prosperità. Il Presidente di Federchimica, Paolo Lamberti ha sottolineato come l’industria chimica italiana e mondiale si dimostri costantemente impegnata a perseguire il benessere dell’intero genere umano coniugandolo con la tutela dell’ambiente.

Lamberti afferma inoltre che “Il nostro settore è un modello di riferimento non solo per i risultati ottenuti, ma anche perché la chimica, come bene principalmente intermedio, trasferisce un’impronta sostenibile e tecnologica a tutti i settori industriali. Grazie ai prodotti chimici, solo per fare un esempio, è possibile evitare emissioni di gas serra per una quantità pari a tre volte quelle generate per la loro produzione. In concreto, in Italia, grazie ai prodotti chimici si possono evitare emissioni pari a quelle di circa 20 milioni di auto”.

Le fake news sulla chimica

Secondo i dati diffusi durante l’evento, a dispetto delle fake news che girano in rete, quello chimico si conferma uno dei rarissimi settori produttivi che ha dimostrato di essere in grado di ridurre le proprie emissioni ambientali, e di saper conseguire un concreto risparmio idrico coniugato ad un miglioramento dell’efficienza energetica, nonché dell’effettiva adozione di metodologie di economia circolare.

P come Persone

Al primo posto la sicurezza, questa è la estrema sintesi del significato della prima “P”. Nel Rapporto Responsible Care è evidenziato con orgoglio che le aziende aderenti al programma registrino un netto calo degli incidenti, rappresentato da un consistente -6,1%.

Il Rapporto Responsible Care traccia un trend incoraggiante che dimostra l’assunto che l’industria chimica sia uno dei settori manifatturieri con la minor incidenza di patologie connesse alle attività lavorative in rapporto alle ore lavorate, con una incidenza inferiore del 48% rispetto al resto dell’industria manifatturiera.

La sostenibilità

La seconda delle tre “P” sta per Pianeta. In base ai dati esposti, l’industria chimica è già ora allineata con gli obiettivi dell’Unione Europea sui cambiamenti climatici al 2020 poiché ha ridotto le emissioni di gas serra del 59% e migliorato l’efficienza energetica di oltre il 55% rispetto al 1990.

I dati dimostrano che l’intero settore ha conseguito un incremento del 20% (al 2020) dell’efficienza energetica. Rispetto agli anni ‘90, le emissioni in atmosfera ed effluenti negli scarichi idrici si sono drasticamente ridotte, rispettivamente del 95% e del 77%.

Secondo Paolo Lamberti, le aziende aderenti al programma Responsible Care stanno impegnandosi a perseguire il modello dell’Economia Circolare, utilizzando come materia prima i materiali di scarto provenienti da precedenti lavorazioni e riducendo quindi drasticamente i rifiuti finali.

Dulcis in Fundo

L’ultima “P” è quella della Prosperità economica. Lamberti ha rivendicato la capacità delle imprese aderenti a creare valore in tutte le componenti dove è attiva, coinvolgendo in questo i territori dove sorgono i siti industriali, le maestranze impiegate, così come gli Enti Locali sui cui territori sorgono le imprese stesse.