La Cina istituisce il coprifuoco per i videogiochi
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La Cina vuole scoraggiare i propri giovani a sviluppare dipendenze da videogiochi: istituito un coprifuoco per i minorenni

Del rapporto tra i giovani e i videogiochi si parla da anni, dicendo di tutto e il contrario di tutto: tra chi vede nei videogame la causa di tutti i mali, addirittura di episodi tristemente famosi come stragi o suicidi, e chi invece crede non siano altro che un innocente passatempo è guerra aperta ormai da un bel po’ di tempo. Dall’altra parte del mondo, però, le mezze misure non sembrano esistere: chiedere al governo cinese per informazioni.

Un coprifuoco per i minorenni

La Cina ha infatti stabilito delle regole per scoraggiare i più giovani a sviluppare dipendenze da videogiochi. Il regolamento in questione è riferito ovviamente ai minori di 18 anni ed ha l’aspetto di un vero e proprio coprifuoco impossibile da trasgredire.

È stato infatti stabilito che i minorenni cinesi non potranno sostare davanti allo schermo per più di un’ora e mezza al giorno: addio, quindi, alle notti passate in bianco davanti al proprio videogioco preferito o, comunque, alle sfide eterne con gli amici. Ma c’è di più: dalle ore 22 fino alle 8 del mattino non sarà possibile accedere ai giochi scaricati sullo smartphone, onde evitare la perdita di preziose ore di sonno.

Il tetto spese

I provvedimenti presi dal governo cinese, comunque, non si limitano soltanto alle questioni di orario. Nel mirino, infatti, sono finiti anche i soldi che i giovani spendono ogni giorno per i loro giochi preferiti. Si parla, attenzione, di acquisti in-game e non dei soldi sborsati per l’acquisto del titolo: spesso, infatti, si tratta di giochi gratuiti che però richiedono più si un esborso per andare avanti o, comunque, per migliorare la propria esperienza nel gioco.

Via di tetto spese, allora: i giovani dai 6 ai 16 anni non potranno spendere più di 25 euro mensili, mentre per quelli di età compresa tra i 16 e i 18 anni non sarà possibile superare i 50 euro. Sarà, inoltre, pressoché impossibile imbrogliare: ogni utente dovrà infatti identificarsi tramite le proprie generalità, che saranno poi immediatamente verificate tramite una banca dati statale appositamente istituita.

Le misure in questione sono state prese per contrastare i sempre più frequenti episodi di dipendenza videoludica verificatisi in Cina negli ultimi dieci anni, e che già hanno costretto alcune software house a prendere provvedimenti seri. Alcuni giochi, ad esempio, hanno già implementato da anni un sistema di riconoscimento facciale che impedisce a qualunque ragazzino di accedere a un gioco al posto di uno dei suoi genitori; altri ancora chiedono proprio l’autorizzazione di un genitore (la cui identità sarà poi verificata) prima di consentire all’utente di proseguire.