La cometa Atlas presto attraverserà i nostri cieli illuminandoli di verde
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Tutti con in naso all’insù per vedere la verde cometa Atlas

La cometa Atlas sarà visibile ad occhio nudo dalla seconda metà di aprile fino al 20 maggio. Il corpo celeste sarà anche di un bellissimo colore verde smeraldo, diventando la protagonista del cielo notturno.

La cometa che illumina il cielo

Il nome scientifico è C/2019 Y4, ma per semplicità è stata ribattezzata cometa Atlas e si sta avvicinando al nostro pianeta. Secondo gli esperti, questa cometa potrebbe essere la sorella della Grande Cometa del 1844. Anche se è stata scoperta da poco, l’apparizione della cometa è già candidata a diventare la protagonista del 2020 dal punto di vista astronomico.

Probabilmente, sarà visibile ad occhio nudo anche dall’Italia. Attraverserà i cieli del globo dalla seconda metà di aprile fino al 20 di maggio. Insomma, basterà aspettare qualche giorno per poterla ammirare.

Quando e dove trovarla

Attualmente, la cometa Atlas si trova ad oltre 150 milioni di chilometri dalla Terra e a circa 240 milioni di chilometri dal Sole. Ogni giorno però la distanza si riduce, risultando sempre più luminosa. Secondo Albino Carbognani, ricercatore dell’Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio dell’INAF di Bologna, Atlas dovrebbe diventare visibile a occhio nudo anche in Italia fra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Per poterla ammirare, sarà necessario guardare verso nord-ovest, a circa 30 o 40 gradi di altezza sull’orizzonte, prima nella costellazione della Giraffa e poi nella costellazione del Perseo un paio d’ore dopo il tramonto.

Sfortunatamente, dal 31 maggio raggiungerà il perielio, il punto più vicino al Sole, e in quei giorni sarà troppo vicina alla nostra stella per essere osservata. Per vederla al meglio, sarà fondamentale essere il più possibile lontani da lampioni ed altre fonti di luce e magari usare un binocolo oppure, per gli appassionati di astrofotografia, utilizzare il telescopio.

Lanterna Verde

Nelle prime immagini acquisite di Atlas, questa appare come un grazioso batuffolo verde. Ciò è dovuto alla presenza sulla sua superficie di ghiacci che pian piano stanno sublimando mentre si avvicina al Sole. Nella sua chioma c’è molto verde e poco giallo perché è composta in gran parte da gas e non da polveri. Oltre a studiarne la composizione, gli astronomi hanno analizzato con cura la sua orbita, che è molto ellittica e si spinge oltre quella di Plutone. La cometa Atlas la percorre in circa 6.000 anni ed è molto simile a quella della Grande Cometa del 1844, che diede spettacolo quasi due secoli fa. Probabilmente sono due frammenti di uno stesso nucleo originario: una cometa progenitrice che si spezzò circa 6000 anni fa passando vicino al Sole.

Le comete come macchine del tempo

Ovviamente questa per gli astronomi è un’occasione ghiotta, soprattutto per raccogliere dati preziosi. “Le comete sono interessanti perché sono dei corpi molto primitivi – spiega Albino Carbognani – Analizzandone i gas, otteniamo informazioni sulla composizione chimica del Sistema Solare come era miliardi di anni fa, all’epoca della formazione dei pianeti. Studiarle è un po’ come prendere la macchina del tempo”.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.