The word ALIBI written on wooden cubes isolated on a black background...
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“Lo avevo detto io…”

E’ una delle più odiose manifestazioni espressive. Generalmente appartengono a coloro che nulla hanno messo in essere, se non il passivo assistere.
Si sa che chi opera può sbagliare, ma è altrettanto risaputo che solo chi non muove un dito è esente da errori.
Tuttavia, proprio questa ultima categoria di persone – per di più connotata anche da impudenza e pigrizia – sono la peggiore controparte cui confrontarsi.
“Lo avevo detto io…”, sparato, a volte, così, senza neppure avere contezza di ciò che è accaduto; un’affermazione che denota l’irruzione sulla scena di scarse concretezze, ma assolute assenze fattive.

Stanno, generalmente, in disparte; ascoltano, quasi svogliatamente, il dipanarsi di discorsi e, nel caso proprio fossero chiamati in causa, pronunciano un lieve, impercettibile, “vediamo…”. Come a dire, fatemi prima verificare come va a finire; in caso la situazione si dovesse mettere a favore io già ci sono, in caso contrario ho la possibilità di incidere con la fatidica frase, intrisa di contenuto egoistico.

L’indolenza del proporsi

Osservando, senza neppure eccessiva attenzione, le movenze di tali persone se ne possono intercettare peculiari inclinazioni. Sono metodici nelle movenze e abitudinari nei movimenti; perfino nell’approccio giornaliero, con un qualsiasi evento, esprimono la monotonia mentale che ne pervade il modus vivendi.
Stesse movenze nello scorrere il giornale, identici gesti perfino alle prese con il caffè al bar. Uguali nell’incedere e abitudinari nell’affrontare il contesto.
Rispondere al cellulare o interfacciarsi con uno strumento tecnologico, ad esempio, non fa alcuna differenza, Né di luogo e neppure di momento. Se è di propria convenienza, non ci sono ostacoli che possano interporsi.

Scarabocchi, con o senza una sequenza figurativa, su un foglio nel mentre ascoltano, poca attenzione nel rispetto degli spazi di oggetti e persone. Il solo ed unico aspetto, di loro interesse, è il non essere coinvolti in problematiche cui, inevitabilmente, potrebbero essere chiamati ad esprimersi.

Alla ricerca della convenienza e il ricorso agli alibi

Sono quasi spasmodici – senza neppure che se ne accorgano – nello studio di adeguatezze corrispondenti alle proprie comodità. Nello spazio, nel tempo e nella realtà di fatti e cose, sempre assai attenti, ma non dandone l’impressione, ad ambire a ciò che più può portare loro vantaggi.
Sotto ogni punto di vista, senza alcuna regola prestabilita.
La sequenza è scontata ed la trama assai conosciuta: lavarsene le mani.

L’epilogo – nel caso – sarà immutato e invariato: ”Lo avevo detto io…”.

Primo: ci sono io; dopo non sono fatti che mi riguardano. Anzi, se tale azione non dovesse avere buon fine, si ricorre agli alibi.
Si tramuta, il non raggiunto, in una ricerca di scusanti. E’ sempre per sbaglio di altri esseri – viventi o immateriali non ha importanza – di altre situazioni, il motivo per cui non si è potuto adempiere a qualcosa, dare riscontro ad una faccenda.
Ci sono tante persone così; vivono, perennemente, in un crepuscolo plumbeo di esistenze personali e di punti di vista mirati, unicamente, al raggiungimento di proprie comodità.
Non è una questione di approccio con il mondo esterno, è, più semplicemente, il voler vivere senza patire problemi.

 

“Lo avevo detto io…”, alla fine, toglie da ogni impaccio e non comporta impicci.

Un Ponzio Pilato in più o in meno, non comporta molta differenza e neppure infonde preoccupazione. E’ storia antica.