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Caratteristiche e definizioni

Il termine “Organizzazione”, nella corrente terminologia, può avere due significati assai diversi.
Il primo afferisce alla maniera in cui è stato strutturato – al proprio interno – un insieme di risorse che interagiscono e, quindi, connotano un concetto astratto; il secondo riguarda le vaie unità, interdipendenti e coordinate, che possono essere fisicamente percepibili o meno.

In entrambi i casi, il tema in argomento è suscettibile – prescindendo dalle accezioni lessicali – delle più svariate applicazioni, ma con un unico ed imprescindibile fine: dar vita ad un sistema.
E’ importante spiegare come, per un sistema, sia importante l’esistenza di più livelli e, di conseguenza, di ciascun livello in un determinato momento temporale.

Importanza del coordinamento tra livelli

Potremmo immaginare – neppure con soverchia fantasia – come al sistema “Italia” fosse necessaria un’attuazione di “Organizzazione” e, quindi, di essere coordinata – mutatis mutandis – da ambiti vicendevolmente sinergici.
Dal palco televisivo sono iniziati gli annunci, dirette nazionali atte a comunicare al Paese concretezza di interventi e spiegazioni circa le restrizioni; impostazioni di programmi e creazioni di comitati vari; possibili riaperture e il perpetuare di chiusure.

Il tutto, però, quasi a voler celare la diretta – ma imprescindibile –  correlazione della tirannia Europea; da una parte un affannato tentativo di spiegarne la assoluta indipendenza, dall’altro la consapevolezza di dover permeare la dura verità di un sapore gradevole.
Orari precisati e poi inosservati; appuntamenti annunciati e poi saltati; situazioni previste e poi ribaltate. Insomma niente di più semplice di quanto previsto, sin dagli albori, dalla Politica.

Ciò che oggi è ritenuto impossibile, tra qualche ora potrebbe essere plausibile per poi, a seguire, diventare ipotizzabile, approdando ad una riconsiderazione dell’inattuabile con la conseguenza – assolutamente prevedibile – di un approfondimento confluente in una possibile fattibilità; da tale livello a diventare realtà il passo è davvero breve.
Storia antica; cose viste e riviste. Nessuna meraviglia.

Utopia e pragmatismo

Abbiamo assistito, purtroppo non di rado, ad annunci e scarsi riscontri; a propositi e mancati effetti.
Traducendo in gergo calcistico, dallo studio centrale si dettava la linea della conduzione, ma dai campi collegati si faceva a modo proprio.
Dal palco principale editti, dalle varie balconate perplessità e controindicazioni; tutti, sempre, in nome degli interessi dei Cittadini.

A quale scopo sfugge alle menti normali. Argomenti che potevano essere affrontati con chiarezza, lasciati al libero arbitrio di interpretare norme e regole. La sola, unica ed inconfutabile, certezza resta nel fatto che l’economia è oltre lo stremo e che, senza alcun dubbio, diverse realtà locali sono assai disparate dalle utopie centrali.

Quasi come se ci dovesse essere una corsa all’ultima parola, dagli organi territoriali pervengono, puntuali e scontati,  dissensi circa la panoramica centrale; ad ogni conflitto aumenta la confusione e poco importa se ciascun autore della divergenza, cerca di spiegarne le motivazioni con la cognizione diretta del tessuto socio-economico di competenza.

La sensazione che pervade la Nazione è di un insufficiente apporto di specifiche competenze; eppure le capacità radunate non sono poche.
Torna alla mente un “nostro” vecchio detto; e poco importa se i diretti eredi di  “antica e geniale machiavelleria” non ne capiscano il significato.
“Cunziglio ‘e volperammaggio ‘e gallina”; non credo ci sia necessità di esplicare, tanto dobbiamo capirci tra di noi.

Però una “cosetta” a volte mi “sfruculia” la fantasia. A quanto ammonterebbero oggi circa 450 milioni della moneta corrispondente al 1861?
Non lo so, un aiuto mi farebbe piacere; come direbbe Totò: “a prescindere”.

Qui “Fase 1” a voi la “Fase 2”, ma … addò stann e sord? A quando, finalmente, dal sogno alla realtà?
Continuiamo a sentirci dire che sul tavolo dell’Europa saranno prevalenti gli interessi degli Italiani.
Però, allo stato dell’arte, il decreto di marzo è “andato” ad aprile e quello dell’attuale mese, potrebbe arrivare a maggio.
Auguri a noi, come sempre.

Stefano Popolo