Galleria_borbonica cisterna (Fonte Wikipedia)
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Venerdì 10 luglio la Galleria Borbonica riaprirà al pubblico. Vediamo tutte le informazioni in merito

A partire da venerdì 10 luglio, e anche nel resto di questo weekend, sarà di nuovo possibile visitare l’interessante Galleria Borbonica (Napoli), dopo il forzato blocco causato dal recente lockdown

La riapertura, come sta avvenendo per tutte le altre riaperture, avverrà nel pieno rispetto della vigente normativa volta al contenimento della pandemia da Coronavirus

Prima di proseguire, è bene ricordare che il sito è visitabile dal 29 ottobre del 2010 grazie ai proprietari degli ingressi e all’incessante lavoro dei volontari dell’Associazione CulturaleBorbonica Sotterranea” i quali hanno reso possibile la messa in sicurezza di ambienti sommersi o dalle acque o da detriti di ogni genere. 

Come visitare la Galleria Borbonica

Per visitare questo incantevole luogo è necessario prenotarsi. All’entrata del complesso sarà controllata la temperatura corporea a tutti i partecipanti e negato l’accesso a chi dovesse presentare una temperatura pari o superiore ai 37,5 °C

Prima di visitare la Galleria è obbligatoria la sanificazione delle mani (sono disponibili in loco i dispenser con igienizzante). 

Inoltre, per tutta la durata della visita i visitatori dovranno, necessariamente, indossare la mascherina e rispettare il distanziamento sociale. 

Galleria_borbonica 2 (Fonte Wikipedia)

Una via di fuga

I Borbone di Napoli, in caso di moti o proteste, dovevano avere una rapida via di fuga che gli permettesse di raggiungere una nave nel porto partenopeo. 

Il sovrano che decise di organizzare direttamente questa rapida via di fuga fu Ferdinando II di Borbone (soprannominato Re Bomba) tramite il Regio Decreto del 19 febbraio 1853, con il quale veniva commissionato all’architetto milanese Errico Alvino una sorta di tunnel sotterraneo. 

Il traforo avrebbe dovuto collegare l’attuale Piazza Plebiscito (all’epoca Largo della Reggia) a Piazza della Vittoria, passando al di sotto di Pizzofalcone. Quindi da Palazzo Reale verso il mare la fuga sarebbe stata assicurata. 

Oltre a fuggire, il tunnel era stato anche concepito come rapido mezzo di collegamento con le truppe acquartierate presso le due caserme della Cavallerizza e della Vittoria

Il progetto originario prevedeva la realizzazione di una galleria a due corsie con due marciapiedi ai lati. 

I lavori furono difficili da subito a causa dell’intercettamento delle cisterne e dei cunicoli collegate all’acquedotto del XVII secolo fatto realizzare da Cesare Carmignano tra il 1627 e il 1629. 

Oltre a ciò, la morfologia del terreno spesso non era di aiuto così come le numerose cave incontrate durante i lavori. 

Nel 1855 una prima parte della Galleria fu inaugurata il 25 maggio di quell’anno. Fu mostrata al pubblico per tre giorni poi i lavori furono interrotti. 

Dalla Seconda Guerra Mondiale fino ad oggi

La Galleria Borbonica fu abbandonata fino alla II Guerra Mondiale quando il complesso fu trasformato in rifugio antiaereo grazie ai lavori del Genio Militare

Nel secondo dopoguerra e fino agli Anni ‘70, fu trasformata in deposito giudiziario comunale. 

Per questo è possibile vedere auto, motorini e molto altro ancora. 

Un luogo imperdibile per qualsiasi amante della Napoli che fu

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.