La linea ferroviaria Sulmona – Isernia: la transiberiana italiana

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Non c'è niente di meglio che un bel giro in treno per rilassarsi.
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Grazie alla Fondazione delle Ferrovie dello Stato ha potuto rivivere un piccolo gioiello della tecnologia ferroviaria italiana

Probabilmente la Legge Baccarini a noi moderni non dirà molto ma ha avuto, e ha tuttora, una grande importanza perché dobbiamo a questa legge, risalente al 1879, la costruzione di diverse linee di completamento della rete ferroviaria del Regno d’Italia.

Linea Sulmona – Isernia

Proprio la già citata Legge Baccarini aveva già previsto il tratto ferroviario tra Sulmona e Isernia, al fine di collegare l’Abruzzo al Molise. Il progetto per la realizzazione di questa linea ferroviaria fu approvato il 13 giugno 1885 dal Consiglio dei Lavori Pubblici. Tra i promotori di quest’importante iniziativa vi fu il senatore Giuseppe Andrea Angeloni, originario di Roccaraso, uno dei comuni che fu avvantaggiato da questa tratta.

La linea ferroviaria Sulmona – Isernia è stata realizzata in diversi momenti storici ed è a binario semplice non elettrificato, con uno scartamento di 1 435 mm.

Il primo tratto della Sulmona – Isernia, che andava dalla città di Sulmona a Cansano (Provincia dell’Aquila), venne aperto al pubblico il 18 settembre 1892 mentre il secondo tratto, da Cansano a Isernia, venne inaugurato il 18 settembre 1897.

Particolarità e difficoltà dell’opera

La linea è lunga 128,7 km e presenta quattro stazioni intermedie tra Sulmona e Isernia. È un vero e proprio piccolo gioiello dell’ingegneria italiana visto che presenta una pendenza massima del 28 per mille e un raggio di curvatura minimo di 250 m. Dai 400 m di Sulmona arriva ai 423 m di Isernia passando per i 1268 m di Rivisondoli: un dislivello veramente notevole!

Per superare tutte le difficoltà poste da Madre Natura nella realizzazione della linea Sulmona – Isernia sono state realizzate diverse gallerie paravalanghe, piantate numerose pinete (per evitare frane e smottamenti) e costruiti muri protettivi.

Tra le diverse stazioni vogliamo ricordare quella di Rivisondoli-Pescocostanzo, ubicata ad un’altezza di 1268 m s.l.m. Posizione che la rende la seconda più elevata della rete ferroviaria nazionale italiana a scartamento ordinario, dopo quella del Brennero, la cui quota è di 1371 m s.l.m.

Progetto Binari Senza Tempo

Nel 2011 la linea fu chiusa al traffico quotidiano ma ha ritrovato nuova vita nel 2014 grazie alla già citata Fondazione delle Ferrovie dello Stato che l’ha inserita nel progetto “Binari Senza Tempo“, stringendo al contempo un’importante cooperazione con l’Associazione Culturale Le Rotaie, che attualmente si occupa dell’organizzazione dell’itinerario.

È nota come transiberiana italiana perché, durante l’inverno, la linea si copre di un bellissimo manto bianco e con l’immaginazione si può immaginare di essere in Siberia.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Sta concludendo il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata.