Empty plastic bottle on the sand beach.
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Nessun argine ad un degrado senza fine

Non esistono comportamenti senza radici in cause diversificate; si intrecciano, molte volte,  tra più concause e non abbiamo, spesso, motivazioni adeguate per spigarne la fenomenologia.
Educazione familiare non adeguata e una formazione scolastica scadente – dal punto di vista della condotta – si fondono e il risultato, in seguito, è scevro da ogni connotazione civica.

Ci sono smisurate differenze; sin dal riconoscimento visivo di Istituzioni e dagli eccessi – sovente davvero smisurati  e irritanti – mirati esclusivamente alla mancanza di rispetto.
In pratica, nell’attuale situazione, la nuova generazione non prevede come la propria libertà possa trovare limite, invalicabile, dove inizia l’altrui.
Il problema, davvero oggettivo, sta nella concretezza del non avere piena contezza della fisionomia dei giovani. Quale il limite di età da considerare? E’ davvero un’impresa difficile stabilirlo.

Le origini del deterioramento

Non ci sono dubbi circa la genesi di malattie e di realtà fattuali, non si pongono dibattiti su risultati scientifici e avvenimenti incontrovertibili; tuttavia, sulla nascita e l’evoluzione,  dell’attuale fenomeno di ineducazione diffusa è assai difficile indagare in maniera compiuta e dirimente.
L’aspetto più preoccupante, ad una prima valutazione,  è l’inerzia della società a porre un qualche limite, all’esagerata incuria denotata dalla gioventù.

Non bisogna generalizzare; è indubbio che ci sono educazioni ancora al livello di una civiltà condivisa ed auspicata, ma non si possono negare evidenze assai inquietanti.
In qualunque settore, sotto ogni aspetto. Culturale, sportivo, collettivo, comportamentale, espressivo, attuativo.
A volte – lo avverto in maniera netta – è come assistere ad atteggiamenti assolutamente avulsi, dal vivere in comunità progredite.

Gli effetti nocivi per il futuro

L’eccedente sregolatezza, alternata all’eccessiva tolleranza, comportano – entrambe in una miscela esplosiva – un’anarchia sfrenata.

A briglie sciolte, senza freni inibitori e con reiterata scostumatezza, si sentono in diritto di poter disporre di spazi e contesti, che pure sono chiaramente appannaggio della collettività intera, senza alcun rispetto per l’ambiente e per chi ne condivide, perfino, l’aria.
La mancanza di ideali, l’assoluta assenza di stabilità sinergiche alle proprie deficienze, rendono tutto più difficile e, inoltre, sembrano mancare supplenti all’uopo. Tra le tante definizioni, mi viene alla mente un “commissario ad acta”; forse non sarebbe una cattiva idea, pensare ad una figura demandata al recupero dei rudimenti educazionali.

La testimonianza visiva

Un amico mi ha raccontato che stamani si è recato ad mare; litorale frequentato, lido ben tenuto, postazioni con distanziamenti adeguati, personale disponibile e gentile, misurazione della temperatura all’ingresso, compilazione della modulistica afferente, servizi accurati e scrupolosi. Insomma, tutto all’insegna del rispetto di quanto previsto dalle misure di contrasto al virus.

Sull’arenile, tra i buoni propositi preannunciati e anche mantenuti per il sollievo della numerosa generazione meno giovane, si esibivano, purtroppo, soggetti con scarso rispetto per il contesto auspicato dall’esercente.
Eppure, nelle circostanze attuali, proprio i più giovani, dovrebbero rendersi conto dell’assoluta esigenza di contenere i rischi.
Che la storia non fosse argomento molto interessante lo si sapeva, ma che ci fossero anche condotte scatenanti effetti di rifiuto delle regole di una civile convivenza, sembrava un fatto davvero assai poco auspicabile.
L’amico in argomento, mi ha “passato” alcune immagini di quanto hanno lasciato, sull’arenile, le torme in ritirata.

La ciliegina sulla torta è stata un’annotazione a margine.
La riporto testualmente, così come mi è stata riferita.
Lei a lui, mentre si avviano all’uscita: “Abbiamo dimenticato la protezione sul lettino”; lui a lei: “Vado a prenderla”. Ritorna sui propri passi, raggiunge il lettino in argomento, recupera il contenitore della crema protettiva, lo scuote e rivolto a lei: “Ma è vuoto”. E lancia il contenitore alle proprie spalle.

Siamo davvero messi male, molto male.

Auguri a noi.