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Bacoli, una delle Città Greco – Romane, situata nel cuore dei Campi Flegrei, una delle province della Città Metropolitana, circondata da meravigliosi, sublimi, paesaggi storici.

Situata a picco sul mare,  rinviene come una Città del mistero nascosto. Bacoli fu fondata dai romani denominata Bauli, legata al mito di Ercole che, secondo la tradizione, rubò dei buoi a Gerione è si defilò. Al tempo dei greci, Bacoli era una base militare, furono i romani a farla rifiorire; resero la Città un luogo di villeggiatura per i grandi imperatori che vi trascorrevano il loro tempo, nelle terme romane di Baia.

La storia racchiude la celebre e meravigliosa caratteristica di questa Città, non solo per i suoi miti storici, soprattutto per i suoi misteriosi siti archeologici  e  itinerari da visitare che sono parte integrante di essa. Il patrimonio storico è una delle ricchezze più importanti, attrazioni da visitare  fanno risvegliare turismo e cultura; fin dagli antichi centri greco romani: Baia, Fusaro, Miliscola, Miseno, Cuma.

Scoperta dei meravigliosi itinerari ecosostenibili

La Casina vanvitelliana è  tra i cinquanta più importanti itinerari della Città Metropolitana, dove turismo e cultura sono conservatori di una storia incantevole. La struttura è situata nel lago Miseno, dimora borbonica luogo di caccia di Ferdinando IV, oggi  si ricorda come la casina della Fata Turchina di Pinocchio; è stata allestita con luci che si riflettono nelle acque del lago,  la sera diventa un luogo magico, soprattutto per le giovani coppie; questo sito rappresenta un luogo romantico.

Il Castello Aragonese di Baia dove riscoprire monumenti storici; le Cento Camerelle, un monumento storico composto da due cisterne e costruite in epoche diverse, uno situato al piano inferiore e l’altro al piano superiore. Inizialmente apparteneva al Console, poi fu acquistata da una madre di un imperatore, in seguito appartenne a Nerone ed, infine, a Vespasiano.

Questo impianto idrico serviva come rifornimento d’acqua della villa di quinto Ortensio Ortalo,  che, essendo un grande allevatore di murene, aveva bisogno di grandi flussi d’acqua.

Villa Mirabilis, il grande patrimonio dell’Unesco appartenente ai grandi imperatori romani che vivevano in queste lussuosissime ville; un ambiente sobrio a picco sul mare, dove per incanto è bellissimo ammirare, da lontano, le isole delle zona flegrea; oggi questa struttura è una delle  più importanti location, luogo di eventi importanti e anche dove trascorrere la più bella giornata della vostra vita.

Tomba Agrippina, il fantasma che vaga sul mare di Bacoli, sull’arenile di Bacoli si trovano i resti di un monumento di epoca imperiale, Giulia Agrippina Augusta;  il mito ci parla di una nobildonna romana, madre dell’imperatore Nerone.

La leggenda tramanda che durante le notti di luna piena, la donna riflette nelle acque vicine dell’antica tomba e se qualcuno prova ad avvicinarsi, lei scompare nel nulla, lasciando un’intensa scia di profumo.

Ci sono tanti altri piccoli ed interessanti posti da raccontare e da visitare, faccio un’ultima osservazione con uno dei posti più incantevoli di questo meraviglioso posto che è la Città dove vivo; il magnifico parco archeologico sommerso di Baia, un’emozione forse indescrivibile.

I condotti sono ancora funzionanti nonostante i secoli trascorsi, sul fondale un mosaico, sicuramente doveva far parte di un ambiente importante, non sapremo mai chi era il proprietario di quel bel posto, su questi fondali verso punta Epitaffio, sono state rinvenute due statue e poi, in seguito, hanno scoperto che ornavano un ninfeo lungo diciotto metri; non uno qualunque, ma un ninfeo dell’imperatore Claudio, dove le statue facevano da cornice, con una scena di Ulisse che ubriaca Polifemo.

La statua di Polifemo non è stata più ritrovata, probabilmente  portata via durante l’antichità, le altre invece sono state rovinate dai molluschi che divorano e forano  le rocce, la scena sul fondale era stata completamente cancellata; invece i resti che erano sepolti sotto la sabbia si sono conservati perfettamente.

In un’azione si evince che Ulisse stava offrendo una coppa di vino a Polifemo, le altre statue celebrano la famiglia dell’imperatore Claudio e la madre che porta un diadema in testa; una statua incantevole, avvolta da un elegante vestito che crea un infinito gioco di pieghe.

La statua ha un volto severo e triste, dall’altra parte della parete c’è una statua di un giovane sorridente che gioca con una pantera; in un’altra nicchia c’è la statua di una bambina dall’aspetto assorto, un po’ malinconico, ha tra le mani una farfalla; questa statua ritrae una bambina nel momento in cui la vita l’abbandona, probabilmente era una figlia dell’imperatore Claudio, morta in giovane età.

Il posto è descritto come un luogo di piacere per l’imperatore, si riuniva con i suoi ospiti più intimi, un triclinio ninfeo.
Questa città sommersa incominciò a sprofondare pian piano a causa del bradisismo, ma  restano i grandi miti storici; dopo l’imperatore Claudio seguirono gli altri imperatori come Caligola, Nerone, Adriano, Alessandro. Avevano  residenze proprio qui a Baia;  alla fine  resta la storia di una Città ancora da scoprire.

Spero che il mio racconto vi sia piaciuto, di non essermi  dilungata troppo e risultata prolissa, questo racconto è solo una piccola parentesi di ciò che c è ancora da sapere.

 

Maria Carannante