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Quegli ultimi versi di Libero Bovio dedicati alla città ed alla sua Maria. Il ricordo di Nino Taranto

Nonostante l’imperitura stupidità di sedicenti giornalisti che, nel corso dei decenni, si è contraddistinta per un razzismo di maniera, radical chic , tollerato ed avallato dai cosiddetti media nazionali, Napoli ha sempre dimostrato di essere altro. Un crogiolo di bellezza e cultura millenaria che, nonostante le innegabili ombre, emana una Luce salvifica, imprescindibile faro per l’intero Occidente.

Tra i tantissimi nomi che hanno reso questa città una capitale culturale indiscussa, Libero Bovio occupa un posto di primissimo piano, quale poeta sopraffine, capace di raccontare, nel contempo, l’amore di Reginella e le cosiddette canzoni teatrali che davano voce al guappo, all’uomo di malavita: «pacchere amare e rasulate ’nfaccia!»; oppure «scetateve guagliune ’e malavita», della celeberrima Guapparia.

Nino Taranto, che inizia la sua carriera frequentando anche il genere della sceneggiata, raccontava che «gli autori e gli attori aspettavano con ansia le canzoni di Bovio perché quelle canzoni erano autentici soggetti dai quali commediografi degni di questo nome ricavavano copioni degnissimi per le sceneggiate della mia gioventù».

Le canzoni d’amore

Ma Bovio è anche il poeta di Signorinella’Ncopp’a ll’onnaSilenzio cantatore, i cui versi intrisi di una chiarezza e di uno stato irreversibile delle cose che racconta, che lo innalzano ad autore unico, anzitutto quando la sua scrittura è “spontanea” e non dettata da logiche “consumistiche” che già allora cominciano ad allontanare parte della canzone napoletana dal concetto di Arte.

L’ultima poesia di Libero Bovio

Innamorato della sua città e di quella Maria, sposata nel 1919 e che decanta in molte delle sue canzoni, il poeta qualche ora prima di morire scrive gli ultimi versi, ADDIO MARIA:

Addio, Maria, canzone d”e canzone,
luce e cumpagna ‘e tutt”a vita mia,
Addio a Maria
Maria…

Salutammella Napule pe me.
Dille ca è stata ‘a passione mia…
dille ca l’aggio amata quanto a te! 

Ferdinando Guarino