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La lotta al Coronavirus in questi mesi ha fatto sì che l’intero mondo si fermasse, compreso quello del calcio.

Molti giocatori della nostra Serie A sono risultati positivi al tampone, mettendo in chiaro come la scelta di fermare i campionati sia stata una decisione saggia e lungimirante.
Gli ultimi decreti hanno dato il via libera agli allenamenti e ritiri a partire dal 18 maggio, i quali però dovranno essere svolti con le distanze di sicurezza che purtroppo stanno caratterizzando la nostra vita.

Per quanto riguarda la ripresa del campionato la strada da percorrere appare più tortuosa, il decreto verrà discusso nei prossimi giorni nell’attesa di capire se verrà approvato o meno, anche se difficilmente con un’emergenza del genere in corso si possa pensare ad un’eventuale via libero dato che, come tutti sappiamo il calcio è uno sport di contatto e di conseguenza il metro di distanza non sarebbe rispettato.

 

Per ora non c’è nulla di definitivo né deciso, nessuno può dire con certezza che le competizioni riapriranno e per ora quelle dei play off scudetto o annullamento di promozioni e retrocessioni sono solo ipotesi.

Nodo diritti televisivi

L’incertezza sulla ripresa apre un ulteriore problematica sui diritti televisivi infatti Dazn e Sky dovrebbero versare una rata da 233 milioni di euro, ma non avendo certezze sulla ripartenza le due emittenti vorrebbero uno sconto di 120 milioni, invece nel caso di uno stop definitivo spingerebbero nel non versare più niente nelle casse delle squadre.

Lo sconto ad ora non sembra un’opzione, più che altro si sta parlando di una dilazione del pagamento che verrà comunque effettuato come da contratto, contatto che però non tutela le televisioni in quanto nel caso in cui la Serie A non dovesse riprendere non avranno risarcimenti. Ciò metterete Sky e Dazn in grande difficoltà, infatti una fuga degli abbonati sarebbe certa e sarebbe un pericolo non solo per la stagione successiva ma anche per il nuovo trienni 2021-2024.

In Germania e in Spagna invece i campionati sono prossimi alla riapertura, anche se suscitando varie polemiche. Infatti per portare al termine la Bundesliga verranno effettuati tamponi a tutti i componenti del club per un totale di 40.000 test fino fine della competizione. Questo sarebbe solo l’1% dei tamponi in tutta la Germania, i quali però sono comunque sottratti ad attività che possono essere più utili al fine di una ripresa economica.

Si deve però considerare che il calcio ha un’importanza sociale davvero smisurata, infatti in un periodo difficile come questo la gioia nel vedere giocare la propria squadra può essere considerato uno spiraglio di normalità dopo 2 mesi in cui si è vissuto una situazione paradossale.

La Fase 1 è il primo tempo della nostra partita contro il virus, e fortunatamente è finito in vantaggio per noi, ora è iniziato il secondo tempo e speriamo che un’eventuale riapertura dei campionati possa aiutarci a concludere tutto ciò con un risultato positivo.

Salvatore Monaco