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In questo mondo di bonus: caschback 150%

Sembra proprio che non ci sia via di uscita tra i balzelli riparti-economia, da qualche giorno è la volta del cashback 150%.

Ma cosa si nasconde davvero dietro a quest’altra pseudo invenzione del Governo, che pur di fare cassa e accontentare questo o quell’amico non sa più come mungere la popolazione?

Qualche anno fa per chi bazzicava un po’ internet c’era la panacea del caschcow (letteralmente mucche da mungere) cioè era un sistema di entry level (vecchie catene dove si portava l’amico dell’amico a comprare una posizione per avere a 30/40€  un livello per questo o quel telefonino, ora un telefonino appena uscito si aggirava sui 200/250€ se su una lista ne entravano 30, moltiplicate i livelli e capite che per arrivare al 10 livello e avere il telefonino, era già stato abbondantemente strapagato. Perché il primo che lo riceveva, liberava un posto e fino a quando la lista non si riempiva di nuovo fino all’ultimo livello, non si saliva in graduatoria.

Dall’economia abulica e asfittica che si è generata negli ultimi anni, per scelte politico-gestionali alquanto discutibili, soprattutto per le tasche del piccolo commerciante, si è arrivati a inventarsi rimborsi chiamati bonus con la parola che via via serviva all’uopo: bici elettrica, monopattino, vacanze, casa, pc e tanti altri, tra cui non ultimo il caschback 150%.

Domandone: quanto si spende davvero per il bonus e il cashback?

Se io devo richiedere un bonus di 500/1000 euro, implica che nel momento in cui mi lascio infatuare dal monopattino, dallo scooter elettrico, dalla bici elettrica a pedalata assistita e da tante altre futilità (tolti i casi in cui davvero possano risultare utili o necessari) ho nel mio portafoglio l’importo per poter acquistare, e solo dopo, magari, aspettando diversi mesi, forse riesco ad avere un rimborso in percentuale, solo dopo aver dimostrato che il mio ISEE è idoneo.

Quindi se posso spendere sul momento una cifra sostanziosa, e magari chiedo reddito o altri sostegni, forse tutto sommato non sono così in difficoltà economica.

Cioè una famiglia che fa fatica ad arrivare a fine mese con il propulsore economico, in base a cosa dovrebbe impoverire il suo potere di acquisto e sostentamento in funzione di un bonus che va a solleticare solo la necessità di apparire con uno status symbol merceologico?

La microeconomia studia il comportamento delle singole unità economiche (consumatori e imprese): gli addetti al settore del marketing conoscono bene i meccanismi merceologici e su questi giocano per indurre le preferenze del consumatore a spostarsi, credendo che la massima soddisfazione-utilità si raggiunga proprio ottenendo un bene, nella convinzione indotta dell’insita necessarietà.

Veniamo, dunque, alla interpretazione dell’ultimo balzello cashback 150%, spiegando passo passo il meccanismo non completamente chiaro che si cela tra le righe.

A tutt’oggi circa 6-7 milioni di italiani hanno scaricato sui propri smartphone, l’app IO per prendere parte al cashback degli scontrini e alla successiva Lotteria di Stato.

Da quando lo Stato fa qualcosa in favore dei cittadini?

Davvero si può credere che questo possa essere uno dei tanti meccanismi di rilancio dell’economia italiana?

In realtà serve forse a qualcun altro.

Il fine ultimo è il pallino fisso di eliminare il denaro circolante in favore della moneta elettronica che renderebbe sempre più tracciabile ogni spostamento economico del cittadino, in nome della guerra all’evasione fiscale e al sommerso.

Gli acquisti fatti con bancomat o carta di credito dall’8 al 31 dicembre fanno ritornare il 10% della spesa come cashback per un totale massimo di 150.00€.

Ma saranno riaccreditati, non nell’immediato, bensì a febbraio 2021.

Si deve essere consapevoli, però, che il rimborso massimo è di 15.00€ a transazione. Quindi che si spendono 1500.00€ o 150.00€ il rimborso sarà sempre 15.00€.

Che nel caso di 1500.00€ non è il 10%, bensì l’1%.

Gli acquisti on-line non valgono, non vengono accettate tutte le tipologie di carte di credito, e già questo dovrebbe suonare come campanello d’allarme, tra l’altro per accedere al programma vanno fatti minimo 10 acquisti.

Il che si traduce che per ottenere i famosi 150.00€ massimi di bonifico, si andrà a spendere 1500.00€ in dieci transazioni da 150.00€ l’una.

Si vedranno davvero sette milioni di italiani spendere 1500.00€ in dieci operazioni per fare regali?

Forse la maggior parte delle persone spenderà-userà il cashback  sopratutto nei supermercati, per fare la spesa, come è giusto che sia dal momento che fa parte dei consumi primari di sostentamento. Ingrassando solo le casse delle banche, che per ogni transazione preleveranno minimo 2.00€ di commissioni, intascando 20.00€ ad italiano, e le casse dei grandi gruppi di distribuzione organizzata che fatturano diverse centinaia di milioni di euro ogni anno.

Non è finita: dal 1 gennaio a chi avrà fatto almeno 50 transazioni cioè chi avrà speso almeno 7500.00€ con bancomat riconosceranno un ulteriore 10%, per un massimo di 300.00€ (compresi i 150.00€ di dicembre). Con 50 transazioni bancomat avrete speso certamente 100.00€. Per farvene rimborsare 50.00€ netti.

Cioè una media di 0.1 centesimo di euro al giorno. Chi avrà ingrassato di più le banche potrà poi partecipare alla Lotteria degli Scontrini. Vincendo 1500€.

Perché si possa far partecipare l’utente al cashback, ovviamente questo non lo dicono perché non è rilevante per il consumatore, non dicono che per adeguare le casse al cashback il negozio deve sostenere una spesa non detraibile compresa tra i 100€ ed i 350€. E non solo: il commerciante riceve il pagamento dopo 7 giorni dalla transazione.

Forse è il caso di non dar retta a tutto quello che ci propinano come miraggio economico. Forse bisognerebbe tornare a pensare che il potere economico  lo detiene il cittadino e che se la macchina blocca uno degli ingranaggi l’alba sorgerà con tanto, troppo ritardo.

Irene Sparagna