Prise_de_la_Bastille (Fonte Wikipedia)
adv

Il 14 luglio 1789 è la data simbolo della Rivoluzione Francese. Il giorno della Presa della Bastiglia

Anche questa settimana la rubrica Pillole di Storia si sposta la domenica per permetterci di parlare della celebre Presa della Bastiglia. Come avvennero, in sintesi, i fatti? Perché il 14 luglio è festa nazionale in Francia?

La Bastiglia

La Bastiglia era una celebre fortezza realizzata ai tempi del Re di Francia Carlo V, tra il 1367 e il 1382, allo scopo di difendere la Porta parigina di Sant’Antonio. Iniziò ad essere utilizzata come prigione a partire da Luigi XI (fine XV secolo). Solo con il famoso Cardinale Richelieu, la Bastiglia divenne una prigione ufficiale iniziando così a perdere di importanza come fortezza militare.

Alla vigilia del 14 luglio 1789 e della sua distruzione vi erano custoditi 7 detenuti: Jean Bechade, Jean de La Correge, Bernard Laroche de Beausablon, Jean-Antoine Pujade, Jacques-François-Xavier de Whyte (Conte de Malleville), Claude-Auguste Tavernier e Charles-Joseph-Paulin-Hubert de Carmaux (Conte de Solages).

Oltre a loro vi erano  82 soldati invalidi, quindi non più utili per il servizio attivo e 32 militi svizzeri sotto la guida del loro compatriota Ludwig Ignaz von Flüe. A comando del castello vi era il Governatore marchese Bernard-René Jourdan de Launay.

Il punto essenziale erano le armi e la polvere pirica custoditi nella Bastiglia. Chi se ne fosse impossessato, avrebbe potuto avere il controllo di Parigi.

Prologo alla Presa

In quei caldi giorni del luglio 1789 la popolazione parigina era estremamente preoccupata per la situazione politica. Il 12 luglio era stato destituito il Ministro delle Finanze Necker. Questo evento era stato presto come inizio dell’offensiva contro il Terzo Stato e la nascente Rivoluzione Francese.

La gente aveva paura e capipopolo, come Camille Desmoulins e Georges Jacques Danton, riuscirono a utilizzare questi sentimenti per i loro scopi. Questi ultimi, infatti, convinsero la popolazione a prendere le armi per salvare i traguardi raggiunti e impedire un ritorno al passato. Riuscirono, così, a impossessarsi di circa 28.000 fucili e alcuni cannoni.

Mancavano i barilotti di polvere da sparo. Dove procurarseli in tempi brevi e in grande quantità? Ma alla Bastiglia, ovviamente.

Il 14 luglio 1789: la Presa della Bastiglia

Il giorno della Presa della Bastiglia venne segnata da Luigi XVI, nel suo diario di caccia, con queste celebri parole: “Rien”(niente). Vero è che il sovrano venne informato dei fatti occorsi in quella celebre giornata soltanto la sera. Si dice che il re avrebbe chiesto al messaggero: “È una ribellione?” e il corriere avrebbe risposto: “No, sire! Una rivoluzione!”.

Cosa era successo di tanto grave?

Una folla inferocita, di prima mattina, aveva assaltato il castello-fortezza per procurarsi la tanto agognata polvere da sparo. Launay e von Flüe cercarono di impedire con tutte le loro forze la caduta della Bastiglia ma tutto fu inutile a causa della esiguità dei difensori. La chiave di volta della vittoria fu il passaggio di decine di soldati disertori, capeggiati da Pierre-Augustin Hulin, dalla parte degli insorgenti. Con loro portarono cannoni che furono utilizzati per abbattere le mura del castello medievale.

Il popolo francese lamentò 98 morti e 73 feriti contro un morto per i difensori. Dopo la resa, vennero giustiziate altre 8 persone. I due comandanti della piazzaforte trovarono la morte quel fatidico giorno e le loro teste vennero mozzate e infisse su pali dalla plebaglia inferocita.

La Rivoluzione Francese aveva avuto il suo vero inizio. Ecco perché tutti gli anni si celebra la Presa della Bastiglia.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.