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Un’inclinazione prossima al capovolgimento

La presentazione di possibili obiettivi da raggiungere (ammesso e non concesso avrebbe detto Totò), senza molta condivisione con gli alleati, lascia più di qualche ragionevole dubbio. Tuttavia, è risaputo, le estemporaneità sono proprie del dilettantismo.
La propaganda continua con raid linguistici, ma i risultati sono assai scarsi e le prospettive di affermazione Europea sempre meno incoraggianti. Altra benzina, per alimentare il motore di probabili transfughi.

La recessione, incipiente e ormai palpabile, scambiata per presagio di una stagione di grande espansione economica, è solo un altro aspetto dell’improvvisazione e le continue diatribe, in relazione ad argomenti che meriterebbero ben altro spessore nell’essere affrontati, sono diventate davvero intollerabili.
La pandemia, inoltre, ha annientato quello che già appariva assai palliativo.

Solo una platea, adusa a confondere gli effetti di una seria programmazione con un’approssimazione sempre più evidente, può ancora immaginare che si potrà perpetrare ancora l’attuale stato dell’arte.

Preoccupazione senza speranza di sollievo

Le apparenti linee condivise, hanno ormai lasciato la scena alle evidenti confusioni.
Non ci sono state evoluzioni tali da indurre a pensare in positivo; provvedimenti annunciati per aprile, assicurati per la settimana appena trascorsa, non hanno ancora trovato – ormai alla metà di maggio – spazio per attuazione.

Le preoccupazioni aumentano; l’economia non langue, ma agonizza – addirittura è moribonda –  senza che si trasmetta una qualche cognizione sullo stato dell’arte.
Elementi esterni ignorati, ma assai presenti nel tessuto sociale precario, che stanno costruendo ulteriori, illeciti, affari. La scelta imporrebbe una dirimente, chiara e diretta soluzione.

Scontri nella fase economica, dissapori nell’affrontare crisi acute – dalla ristorazione al turismo, dalla normalità giornaliera alle più disparate decadenze finanziarie.
“Palazzo Chigi usi il potere sostitutivo, nel pericolo bisogna agire da nazione”, ha dichiarato il Professor Sabino Cassese. E’ indubbio che qualcosa non funziona,  che ci sono falle nel sistema, ma non si corre ai ripari.
I mesi, intanto, non contano più; aprile o maggio poco importa: la nuova attesa riguarda il decreto rilancio.

Imbarazzo e incoerenza

Le contraddizioni generano disappunto e creano confusione; assistiamo oggi ad un’ampia e torrentizia diffusione di realtà falsate e di falsità spiegate per inconfutabili verità.
Non si notano pudori lessicali e ci si misura, senza nessuna cognizione, con eminenti studiosi e autorevoli pareri, utilizzando armi assolutamente inadeguate, ma assai apprezzate da una platea adusa al solo propagandare. Sembra quasi che il non sapere sia diventato un valore aggiunto, atto esclusivamente a riempire il nulla con il niente.

E’ l’apoteosi della tautologia con l’aggiunta di una dose, massiccia e fastidiosa, di grande presunzione, contrabbandata per sapienza, con una sicumera inaudita. La percezione è di assoluta tracotanza, senza nessuna sostanza. Nessuno sa come funzioni cosa, che cosa funzioni per capire qualcosa e, quindi, esaurientemente spiegarlo per metterlo in pratica.
Non valgono perplessità e incertezze, non ci sono certezze appurate, non esistono progetti convinti, supportati da competenze ed erudizioni  specifiche.

Si passa da una manipolazione ad una rielaborazione; da un ripetere le domande, sfoggiandolo come una esauriente risposta (tecnica abusata da quando eravamo studenti e cercavamo di prendere tempo “pescando” nella mente, salvo essere sempre e comunque “sgamati” dal docente di turno) a una frase irritante e assai sgradevole tipo “questo lo dice lei”, come a voler sottolineare la assoluta ignoranza di una controparte, invece, preparata e concreta nelle enunciazioni.

Sarà anche una “poraccitudine” diffusa, ma imbarazzo e incoerenza dovrebbero, almeno, alimentare un minimo di vergogna. Pudore e dignità lo imporrebbero.
Invece no. Ciò che andava bene prima adesso è ripudiato; le alleanze locali – un tempo aborrite – adesso possono aiutare; situazioni imbarazzanti “passate” per necessari chiarimenti.

Ciarlatani? Pressappochisti? Dilettanti allo sbaraglio? Scienziati in erba? Geni ancora incompresi? Impreparazione al potere? Il tempo è il solo galantuomo e ci darà la soluzione; almeno con una tenue  speranza: non andare incontro ad una irrimediabile recessione.
Come sempre, auguri a noi.

 

Raimondo Miele